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Solbiate Olona
Intervista al Sindaco Luigi Melis
Un anno di governo tra sacrifici e desiderio di concretezza e dialogo

23 Luglio 2010 - Dopo il primo tentativo fallito nel 2004, in pochi avrebbero scommesso di ritrovarlo a cinque anni di distanza sulla poltrona di Primo Cittadino a spese di un’Amministrazione all’apparenza avvantaggiata in misura incolmabile. Eppure potrebbe proprio esserci un eccesso di sicurezza sfociato in qualche divisione interna di troppo tra le ragioni capaci di portare Luigi Melis a occupare la massima carica amministrativa di Solbiate Olona. Esaurito in un attimo il tempo dei festeggiamenti, per la nuova Giunta è iniziato un periodo di lavoro particolarmente impegnativo, indispensabile a prendere confidenza con procedure e meccanismi ai più poco familiari e con il desiderio di imprimere al paese del Medio Olona la svolta promessa già dai tempi dell’opposizione. A un anno distanza dall’elezione questo lavoro è appena agli inizi, ma offre comunque lo spunto per un primo bilancio.

Sindaco Melis, come ha trascorso i primi dodici mesi alla guida di Solbiate Olona?
Sono stati dodici mesi passati molto in fretta, e questo in genere succede per due motivi. Il primo è che quando ci si impegna a fondo il tempo non si controlla. Poi, perchè ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno e stiamo lavorando come una vera squadra.

Quando è nata l’idea di puntare alla carica di Primo Cittadino?
Sei anni fa mi ero incontrato una sera con alcuni amici e tra gli altri discorsi è uscita l’idea di metterci in gioco per portare le nostre esperienze lavorative al servizio della collettività. Nel giro di poco tempo, il gruppo si è ampliato restando al di fuori delle logiche politiche; non abbiamo mai considerato il nostro credo, ma volevamo lavorare tutti insieme con la testa. Al nostro interno ognuno la pensa come vuole, ma per quanto riguarda il lavoro di Amministratori deve prevalere l’interesse della collettività ed è esattamente quello che ci spinge. Inoltre, crediamo molto nel dialogo e nel poter cambiare le cose. Vogliamo provare a dare risposte concrete dove il cittadino se le aspetta.

Quali sono, dal suo punto di vista, gli aspetti più importanti per un Sindaco?
Prima di tutto una grande presenza concreta. È indispensabile avere il polso della situazione giorno per giorno; non a caso, tutti i giorni mi incontro con il Vice Sindaco Angleo Macchi.

Il problema più importante con il quale finora si è dovuto confrontare?
Il rispetto del patto di stabilità. Alcuni Comuni l’hanno preso un po’ sotto gamba. Noi crediamo invece che nonostante le difficoltà oggettive bisogna comunque adattarsi. Quantomeno, dobbiamo cercare di rispettare la legge, o provarci fino in fondo. È normale che ci siano grandi difficoltà, ma siamo in un momento dove ci vengono chiesti sacrifici e per questo cerchiamo di andare a limitare le spese inutili e razionalizzare. Tra l’altro era già un nostro obiettivo quando eravamo minoranza e a maggior ragione cerchiamo di raggiungerlo adesso che siamo alla regia. Si tratta soprattutto di capire quali sono gli sprechi e andare invece ad aumentare le risorse dove ci sono problematiche.

Come giudica i criteri dettati dal Patto di Stabilità?
Facciamo un esempio. Ci sta bene fare dei sacrifici, a condizione che servano. Il problema è l’impostazione della attuale manovra: posso capire che bisogni dimagrire, ma la misura deve essere uguale per tutti. Invece, al momento non è calibrato come intervento: il Comune con una spesa procapite bassa deve rispettare gli stessi parametri di quello invece sprecone.

Immagino che Solbiate rientri tra i primi…
Il nostro è un Comune virtuoso ma non lungimirante. Virtuoso perché si sono ottenuti certi risultati di bilancio grazie anche al contributo dei dipendenti, pronti a sopperire alle carenze di organico. Il fatto di essere virtuosi oggi può essere un problema. Abbiamo una struttura ridotta e ci troviamo in grosse difficoltà. Dovremmo tagliare ulteriormente, senza guardare in faccia a nessuno, ma non è la linea che intendiamo seguire.

Tra i primi nodi che siete stati chiamati ad affrontare, l'Autostrada Pedemontana. Come vi siete mossi e intendete proseguire?
Pur avendo poca esperienza, siamo riusciti a sopperire a situazioni di emergenza secondo noi in modo positivo. Per esempio, pochi giorni dopo le elezioni ci siamo trovati a dover gestire un’assemblea già convocata in precedenza con di fronte praticamente tutto il pese impaziente di avere informazioni precise. Oltre al progetto per la realizzazione di un raccordo in grado di diminuire l’impatto di traffico sulla SP2, stiamo seguendo da vicino le vicende delle persone colpite da esproprio. Per quanto riguarda invece la copertura del viadotto in Valle Olona, insieme a Gorla Maggiore abbiamo presentato un ricorso, ma siamo ancora in attesa di una risposta.

Un altro progetto molto importante per il paese è la riqualificazione dell’area ex SIR. A che punto è la situazione?
Stiamo lavorando perché l’impatto sia meno invasivo possibile dal punto di vista ambientale. Abbiamo chiesto modifiche al progetto iniziale e dobbiamo arrivare a definire i dettagli prima di dare il via libera i lavori.

Cosa pensa del progetto dell’Ecomuseo?
Mi piace il progetto e ho aperto alla possibilità di candidare Solbiate Olona come sede, ma il modo con cui la proposta è stata avanzata da un altro gruppo in paese non mi trova d’accordo.

Si riferisce alla proposta presentata dal alcuni ex Amministratori di dedicare allo scopo un edificio in disuso nell'area del vecchio cotonificio?
Sì, aprire alla stampa la porta di uno stabile non significa assolutamente nulla. Se poi andiamo a sottolineare che comunque al momento i soldi necessri per il recupero non ci sono, allora il discorso diventa ancora più difficle da realizzare di quello che è già. Inoltre, di queste strutture è piena la Valle Olona e più in generale, il fatto che queste persone mettono in cantiere tante idee tutte insieme, come per esempio, i salti dell’Olona per la generazione idroelettrica, il Mi-Lu ecc, non aiuta la chiarezza.

Cosa propone invece?
Io sono abituato a suddividere i lavori per gruppi e agire per obiettivi. Mettere tanta carne al fuoco tutta insieme non porta a niente. Se si va a lavorare su una totalità di cose, alla fine non risolvo nulla e creo solo confusione. La preghiera che vorrei rivolgere ai nostri Consiglieri, tutti, è quello di indirizzare le proprie energie verso un unico obiettivo e cercare di realizzarlo. Per quanto mi riguarda, posso offrire la volontà di capire bene cosa si intende raggiungere ed essere concreti.

Ha accennato al progetto Mi-Lu, lanciato lo scorso dicembre, ma pressoché ignorato dai Comuni della Valle Olona nonostante interessamenti a livello superiore. Cosa ne pensa?
Se ne parla da un po’ di tempo, ma in concreto non ho avuto notizie. Il problema è che quando si presenta un progetto e questo non ottiene un seguito, o non è valido o non ha riscontro sul territorio. Forse dovrebbero capire e fare una revisione.

Per quanto riguarda invece i Salti dell’Olona?
Anche se non lo pubblicizziamo nella stessa misura con cui lo fanno altri, lo stiamo portando avanti. Il progetto di massima l’abbiamo, ora si tratta di passare allo studio di fattibilità. Dobbiamo arrivare a un accordo anche con la proprietà, dopodiché potremmo partire con con il progetto vero e proprio.

Da diversi anni a Solbiate Olona si parla di rendere permanente il percorso del Ciclocross. Potrebbe essere la volta buona?
Il progetto sta andando avanti, se ne occupa il Vice Sindaco Macchi in persona, che sta lavorando a stretto contatto con la G.S.Solbiatese, destinata a farsi carico della gestione. Inoltre abbiamo contattato la società Emissioni Zero, perché vorremmo anche realizzare all’interno del perimetro un piccolo bike park.

Nel frattempo, riuscirete a mantenere l’impegno di posare una targa a ricordo della famosa scalinata?
Anche questo sta procedendo nel rispetto dei tempi. Siamo impegnati a recuperare i nomi di tutti e cinquanta i vincitori delle edizioni storiche, ma penso proprio che finiremo tutto prima della prossima edizione della corsa.

Per concludere, vuole lanciare un messaggio ai propri compaesani?
Vorrei invitarli a non avere timore di venirci a chiedere spiegazioni e assicurare loro che non intendiamo arroccarci sulle decisioni prese. Al contrario, credo che sia compito nostro aiutarli a capire decisioni e le situazioni che si presentano. Di regola, i cittadini hanno il diritto di non capire ed è nostro mestiere spiegare loro le cose e rendere comprensibili le nostre decisioni.

 

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