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Prodotti sani e genuini, come Varese da Gustare

Il neo Presidente del Consorzio indica la strada per valorizzare le produzioni del territorio

16 Marzo 2010 - Un territorio vario, con una conformazione geofisica particolare che raggruppa laghi e boschi, monti e pianure in un saliscendi continuo. Una terra ricca di cultura e tradizioni gastronomiche, prodotti semplici ma confezionati artigianalmente e secondo ricette tradizionali. Da questi presupporti è stata varata ormai qualche tempo fa l’iniziativa Varese da Gustare, un progetto nato con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici della gastronomia locale e di tutelarne la qualità e la commercializzazione. Realizzato con la partecipazione della Provincia di Varese e della Camera di Commercio di Varese e il contributo della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia, dopo il necessario periodo di avvio, il progetto è ora pronto a entrare a tutti gli effetti in azione.

In particolare, con la nomina del primo Consiglio di Amministrazione lo scorso 28 gennaio, è possibile cominciare ad avere un quadro della situazione e una prima idea dei risultati da raggiungere. “Prima di tutto, ci muoveremo nel segno della continuità - spiega Claudio Vallini, Presidente del Consorzio Varese da Gustare -. Quanto è stato fatto fino a oggi, da quello che è partito come semplice progetto regionale, è stato notevole e ci ha portato in breve tempo a questo traguardo. Quello che ritengo importante e sul quale vorrei concentrare le prossime iniziative, è far arrivare i prodotti tipici al consumatore finale”.

Un obiettivo all’apparenza semplice e immediato ma per il quale è necessario realizzare un’adeguata catena distributiva e la relativa comunicazione. “Oltre alla nostra presenza ormai consolidata alle fiere e manifestazioni del territorio, mi piacerebbe attivare incontri e attività con le scuole del territorio per avvicinare i bambini – spiega Vallini -. Vorrei inoltre che le persone comprendessero che i prodotti tipici, proprio perché frutto di lavorazioni artigianali, hanno caratteristiche ben definite e molto diverse da quelli industriali”.

Una differenza spesso data per scontata ma altrettanto di frequente alla resa dei fatti non apprezzata quanto invece meriterebbe: “Pensiamo per esempio alle particolarità del formaggio artigianale, in cui la percentuale di materia grassa sale o scende secondo la stagionalità. E’ un fenomeno dovuto al fatto che le bestie (mucche, o capre…) d’estate bevono di più, e il latte risulta più diluito rispetto a quello della stagione invernale”.

Un caso elementare, indice di un legame più netto con i ritmi naturali, dove sono i cicli della natura a determinare la qualità e la quantità del prodotto, ma non l’unico: “Gli esempi si moltiplicano, basti pensare agli asparagi di Cantello, che si trovano soltanto nel mese di maggio, o alle pesche di Monate che, fresche, si possono acquistare soltanto nei mesi estivi o, ancora, al formaggio di capra, che non può essere prodotto per un paio di mesi l’anno a causa dei cicli di lattazione, e così via”.

Raggiunti standard qualitativi di assoluto livello, frutto anche di una rigorosa politica di controlli, uno dei compiti più ardui del Consorzio Varese da Gustare sarà riuscire a trasmettere tutto questo al potenziale acquirente. “Le difficoltà da affrontare per restare sul mercato sono davvero tante - conclude Vallini -, ma abbiamo compreso che, grazie anche a questo, abbiamo raggiunto un livello di qualità superiore a tutto vantaggio del consumatore finale”.

Per chi volesse conoscere più da vicino Varese da Gustare, il primo appuntamento è ad AgriVarese, il 16, 17 e 18 aprile.


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