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Valle Olona
Per recuperare acque e alvei al proprio equilibrio naturale, diventa fondamentale un contatto diretto e costante con le realtà presenti sui rispettivi territori. Per questo, qualche giorno fa, Regione Lombardia ha chiamato a raccolta a Triuggio le Associazioni, per una giornata di informazione e confronto sulle attività già avviate e quelle da mettere in cantiere. Piuttosto scarsa la presenza della Valle Olona. Oltre al circolo di Legambiente di Malnate e alla Protezione Civile di Saronno, la zona era rappresentata esclusivamente da Emissioni Zero. Nessuna voce invece per quanto riguarda le Amministrazioni firmatarie del Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona. Nel totale, l’invito al primo workshop delle Associazioni di volontariato che si occupano di valorizzare e riqualificare i tre corsi d’acqua ha raccolto l’adesione di circa trenta Associazioni, alle quali alla fine è stato consegnato l'attestato di Amicizia dei Contratti di fiume. “Andiamo a cercare sul territorio le persone che capiscono i problemi e li vogliono risolvere”, afferma Carmelo Di Mauro, direttore vicario della Direzione Generale Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, al cui appello ha fatto seguito subito dopo l’invito rivolto alle comunità di “farsi carico della valorizzazione dei tratti di fiume che le attraversano”, avanzato da Mario Clerici della DG Reti, dove per “farsi carico” si intende un lavoro in sinergia e unità di intenti con i diversi attori che sul territorio si occupano di questa partita. “Le associazioni permettono ai Contratti di Fiume di raccogliere il consenso e la partecipazione all’interno delle comunità – aggiunge Mila Campanini, sempre della DG Reti -, e di diffondere e preservare gli obiettivi e i risultati di questi strumenti di programmazione negoziata sul territorio attraverso la protezione e salvaguardia degli ambienti naturali, la tutela delle acque, la protezione del rischio idraulico e la valorizzazione delle identità culturali che sui corsi d'acqua si sono consolidate nel tempo”. Nell’ambito dei Contratti di Fiume, l’Olona ha fatto scuola, arrivando per primo alla stesura di un documento ufficiale. L’esperienza è risultata valida per avviare un lavoro analogo sul Lambro. Nel corso del workshop è stato infatti firmato tra Regione Lombardia e il Parco Valle Lambro, rappresentato dal Presidente Emiliano Ronzoni, un protocollo di intesa per un nuovo modello di governance dell’ecosistema fluviale afferente al bacino del Lambro a monte della città di Monza. Per quanto più giovane però, l’accordo brianzolo segna già alcuni punti a favore rispetto alla Valle dell’Olona. I rapporti avviati con le Associazioni hanno infatti già permesso di affidare ai volontari il controllo e gli interventi all’interno delle zone tutelate, svolgendo in pratica quello che è stato definito “l’occhio guardiano del Parco”. Esattamente ciò che tra Parco RTO, Parco del Medio Olona e Bosco del Rugareto sembra destinato a restare in alto mare, con il rischio concreto di vedere sprecati anche gli investimenti già effettuati, primi tra tutti la segnaletica e il recupero dei sentieri costantemente oggetto delle attenzioni di vandali e passaggi abusivi di mezzi a motore. Il sostegno offerto da Regione Lombardia, non è solo direttivo, come non di rado si vuole far credere. Le possibilità di finanziare interventi esistono e sono concrete. Come peraltro ha già avuto modo di sperimentare Gorla Maggiore per l’impianto di fitodepurazione in fase di avvio. E, se i contributi regionali non coprono l’intera spesa, proprio come successo in questo caso, i dirigenti sono in grado di aiutare a trovare strade alternative senza cadere nei tranelli della burocrazia. “In questi due anni il PLIS della Valle del Lambro ha saputo sviluppare e intensificare i rapporti con le Associazioni – spiega Ronzoni -, soprattutto in modo da evitare quelle barriere e contrapposizioni così di frequente presenti non solo nei riguardi delle istituzioni ma molto spesso anche tra Associazioni stesse”. Tra i progetti più immediati, per i quali il tempo a disposizione per non perdere l’occasione non è più molto, rientra anche il Parco delle vie d’Acqua, collegato a Expo 2015.
Giuseppe Goglio © Riproduzione vietata Foto: Marco Angeletti |
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