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Busto Arsizio
Il traffico in Lombardia si cura con il ferro

A debita distanza dall'inaugurazione, neve e freddo non frenano i contrari alla Pedemontana

8 Febbraio 2010 - Il contrasto con l’organizzazione e l’allestimento in grande stile per la cerimonia di inaugurazione del cantiere dell’Autostrada Pedemontana a Cassano Magnago era evidente, ma nonostante neve, freddo e un imponente apparato di sicurezza, gli irriducibili contrari alla realizzazione dell’Autostrada non hanno rinunciato a manifestare il proprio dissenso.

Gli aderenti di Legambiente supportati da rappresentanti dei Verdi da una parte, le Associazioni radunate sotto la sigla dell’OSVO dall’altra affiancate delle famiglie di Lozza costrette a cedere la propria abitazione al passaggio della Tangenziale di Varese dall’altra, in totale circa cinquanta persone, hanno gridato a gran voce e a colpi di striscioni le ragioni per le quali la Lombardia non ha proprio bisogno di una nuova striscia d’asfalto.

A parte qualche striscione al limite del buon gusto, sulla rotonda di via Per Fagnano a Busto Arsizio, il clima di protesta non travalica mai il diritto di espressione. E se alcune dichiarazioni dei manifestanti paragonano l’opera in corso di inaugurazione a un cantiere eterno e senza prospettive di sbocchi degno di entrare in concorrenza con la Salerno-Reggio Calabria, il pensiero comune è invece limitato a sostenere il credo ambientalista.

“Siamo qui per contestare l’idea stessa di un’opera che non serve, perché la zona ha bisogno di altri intereventi, soprattutto su ferro – denuncia Walter Girardi, Presidente provinciale dei Verdi -. Invece questa, come la maggior parte degli interventi previsti in prospettiva Expo 2015, è su strada e priva di benefici”.

Guardando oltre lo scopo della giornata, vale a dire dare voce all’esistenza di un dissenso nei confronti della Pedemontana, per il portavoce del movimento, il discorso rientra in un contesto più esteso: “Sarebbe ora di chiedersi, tra le altre cose, come mai in Italia le opere pubbliche costano tre o quattro volte più che all’estero – aggiunge Girardi -. Se poi guardiamo a Expo 2015 siamo davanti a un grande controsenso: il tema principale è la salvaguardia dell’ambiente ma di fatto si va in tutt’altra direzione”.

Fermo restando la netta opposizione all’Autostrada Pedemontana e al sistema viario connesso, dal punto di vista degli ambientalisti le risposte alle esigenze di mobilità in Lombardia sono altre: “Bisogna puntare molto di più a uno sviluppo della mobilità su ferro – conclude Walter Girardi – Pensiamo per esempio a una rete di metropolitane leggere in uscita da Milano”

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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