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Vedano Olona
Intervista al Sindaco Enrico Baroffio
Ridare dignità al centro del paese l'obiettivo primario, con lo sguardo attento al territorio

4 Febbraio 2010 - Subentrare a un’Amministrazione da lungo tempo alla guida di un paese è un’incombenza capace di presentare numerose difficoltà, buona parte delle quali praticamente nascoste fino al momento in cui ci si trova a dover rimettere in moto l’apparato istituzionale dopo una elezione. La situazione può essere ulteriormente resa complicata quando si accede alla poltrona di Sindaco con alle spalle il simbolo di uno o più partiti di livello nazionale subentrando a liste civiche. Di tutto questo Enrico Baroffio, Sindaco di Vedano Olona è ben cosciente, ma senza alcuna intenzione di lasciare che possa influenzare l’operato della propria Giunta, intenzionato a imprimere al piccolo centro dell’Alta Valle Olona la svolta promessa.

Sindaco Baroffio, come è arrivato a essere candidato per Vedano Olona?
Ho seguito il tradizionale percorso politico, con una militanza di lunga data nel partito ora al Governo del paese, vale a dire la Lega Nord. Devo riconoscere che per natura sono sempre stato un po’ bastian contrario e non ho mai tollerato il pregiudizio, anche se per qualcuno questo viene visto come un controsenso. Ritengo infatti che nei confronti del movimento della Lega Nord questo tipo di atteggiamento abbondi e personalmente proprio non sopporto il pregiudizio radical-chic, secondo il quale il leghista è una persona rozza e ignorante, che non sa leggere e scrivere. Tra l’altro, negli altri partiti non è che veda militare geni della letteratura o scienziati.

Quindi, un leghista della prima ora, e inteso come persona molto legata al proprio territorio?
Lo stimolo iniziale è l’amore che provo per questa terra che intendo mia, inteso come un sentimento simile a quello che lega alla propria madre. Io appartengo alla terra e lei appartiene a me. Inoltre, ci tenevo a fare qualcosa per il problema della conservazione di qualche cosa che si sta perdendo e da noi è stato messo alla prova.

In un periodo dove si parla sempre di globalizzazione, potrebbe sembrare un pensiero anacronistico, non crede?
Abbiamo a pochi passi il modello svizzero, che secondo me va oltre qualsiasi esempio, perché la Svizzera compete sul mercato globale, e bene, e funziona senza strafare. È un modello che unisce anche etnie diverse senza che nessuno perda la propria. Tanti dicono che può funzionare solo perchè è piccolo, ma in Germania funziona altrettanto bene ed è ben più grande,

Qual è il collegamento che da questo l’ha portata alla politica?
Tutto nasce per la molla che scatta dalla volontà di non lamentarsi sempre e lasciare fare le cose agli altri. L’impegno politico è pesante sia in termini di sacrifici sulla professione sia sulla famiglia, ma sono contento di farlo. Inoltre, mi piaceva il progetto con persone che secondo me possono lavorare bene.

Cosa hanno trovato di meglio nella vostra proposta di Governo gli elettori rispetto alla precedente Amministrazione?
Secondo me è piaciuta l’idea, ma penso abbia contato anche il simbolo e qualche insoddisfazione nei confronti della precedente Amministrazione. Comunque, a Vedano Olona non ha mai vinto una lista che non fosse stimata e quindi credo che i simboli da soli non sarebbero bastati. Alcuni ritengono che abbiamo vinto proprio per i simboli, ma mi auguro continuino a crederlo perchè va tutto a nostro favore. Non voglio alimentare polemiche, ma mi ha sorpreso l’analisi post-elezioni secondo la quale i vedanesi avevano preso un abbaglio. Forse, per tanti il popolo è democratico fino a quando non vota gli altri. Ma se l’analisi è questa, a me va benissimo.

Quali sono le priorità che avete individuato?
Dal nostro punto di vista Vedano Olona ha bisogno di diverse cose. Prima di tutto però, ridare decoro e dignità al nucleo originario, alquanto trascurato negli ultimi tempi.

Cosa intende di preciso?
È un discorso complesso. Attualmente Vedano Olona vive una situazione per certi versi paradossale: non ha una struttura commerciale grande o medio-piccola. Dopo la recente chiusura del market Amico in paese, gli abitanti privi di macchina si sono trovati senza un posto per fare la spesa. In realtà siamo circondati da supermercati, ma in paese non ci sono posti raggiungibili a piedi. Tra l’altro, il market che ha appena chiuso aveva a sua volta affossato i piccoli commercianti e per questo parlo di situazione paradossale.

Come pensate di procedere?
Il centro storico non va rivisto solo sotto il profilo dell’arredo urbano, anche se è importante. Credo che un’Amministrazione debba investire in modo da evitare il degrado, cui seguono abbandono, illegalità e microcriminalità. Abbiamo bisogno di recuperare il tessuto urbano, per rendere più vivibili il centro e il nucleo originale. Credo che ultimamente sia stato troppo trascurato. Faccio un esempio: la passata Amministrazione ha acquistato un edificio in centro e adesso abbiamo il cantiere aperto. Il costo è intorno al milione di euro. Credo che la stessa cifra non introitata in termini di oneri, invogliando a comperare nelle corti con pochi oneri di urbanizzazione, sarebbe risultata più utile a risanare, invece di un’opera destinata a diventare un’isola.

Ha affermato di tenere in modo particolare al territorio. Quali sono i nodi più significativi di Vedano Olona?
La Valle della Quadronna dove contiamo di completare la collettazione è un corridoio ecologico che andrà a coabitare con infrastrutture come il raccordo autostradale della tangenziale che collega Parco Pineta. Parco RTO fino al Parco del Ticino. Poi il peduncolo e forse la nuova autostrada Varese-Lecco. Proprio prima di Natale ho fatto una perlustrazione con tre persone venute a vedere lo stato dell’Olona e degli affluenti. Ebbene, sono rimasti affascinati dalle fontanelle; è vero che ci sono ancora gli effetti delle cave ma è ancora impressionante vedere l’effetto dell’acqua che risale: per un fiume rappresenta la vita. Tra l’altro, si tratta di acqua incredibilmente pulita

Come vede invece le possibilità di recuperare l’Olona?
Il fiume racchiude l’anima industriale della provincia, con i tanti insediamenti industriali dismessi. Anche noi ne abbiamo uno, la cartiera Sottrici, e ci piacerebbe recuperarlo. Questi giganti testimoniano l’antica vocazione produttiva e anche se oggi fanno una certa impressione, complessi come la Mazzucchelli o la cartiera Mayer hanno dato lavoro e linfa vitale per anni all’intera provincia. Poi, esistono situazioni come la Vita Mayer dove c’è anche il mulino. E non dobbiamo dimenticare la Ferrovia della Valmorea.

Quante possibilità ci sono di vedere recuperate, anche solo in parte queste testimonianze?
È ovvio che per recuperare e mettere in sicurezza tutto non esistono le risorse e non basterebbe neppure un mandato. Però, le opportunità non mancano e bisogna anche essere in grado di scovarle e coglierle. Per esempio, sembra proprio che i Ticinesi siano interessanti a condividere alcuni progetti e quindi sorge la possibilità di recupero di fondi attraverso iniziative come Interregg.

Ha sentito parlare del Progetto MI-LU?
Sì. È uno di quei progetti che richiede però la collaborazione di tecnici. Personalmente, l’ho guardato e lo trovo molto interessante, anche perchè gli autori di Land sembrano aperti a modifiche e proposte. In particolare, trovo molto interessante la possibilità di collegamento dalla nostra zona con la seconda parte del corso dell’Olona e la possibilità di arrivare fino a Milano, magari in combinazione con il recupero della Valmorea, La possibilità di fare un tratto in bici e poi eventualmente caricarla sul treno per arrivare a Milano è molto interessante.

Più in particolare, come vede le possibilità di recupero della Valmorea?
In ottica di trasporto merci e persone non vedo molte prospettive, ma in ambito turistico dobbiamo impegnarci. Prima dello scorso Natale ne abbiamo parlato con il Presidente della Provincia di Varese, il quale ha detto che gli interessa e se ne sta occupando. Il problema è naturalmente trovare i fondi. So che si sta pensando anche a una struttura museale nell’area per esempio di Castiglione Olona a fare da volano per accelerare il recupero. Da parte mia, avrei individuato anche un’altra area, a Vedano Olona. In linea di massima l’interesse c’è. Ci impegneremo a rompere le scatole il più possibile preso i nostri interlocutori superiori per cercare di raggiungere il risultato.

Su cosa può puntare la Valle Olona in fatto di turismo?
La nostra zona presenta aspetti naturalistici di assoluto valore, con il vantaggio di essere meno soggetta agli sbalzi stagionale rispetto alle valli in quota. Con in più caratteristiche poco note come la grande varietà di piante e specie animali.

Al momento però, Vedano Olona resta al di fuori di tutti i PLIS locali. Come mai?
Avevo preso in considerazione l’ipotesi di entrare nel Parco RTO, ma si tratterebbe di una partecipazione marginale e poter dire di esserci e basta non vale la pena. D’altra parte il Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona potrebbe essere utilizzato proprio per raccordare i parchi. Però, siamo coinvolti nel Parco Pineta, anche se in misura minore rispetto agli altri Comuni

Quali sono allora i progetti per il Parco Pineta che vi vedono coinvolti?
Si sta investendo molto nella ripiantumazione. Inoltre, si parla molto della fruibilità; premesso che non sono favorevole a vederlo come riserva naturale integrale, perché comunque è un’area frutto della mano dell’uomo, non sono neanche tanto favorevole a un turismo consumistico, basato su aree da pic-nic, grigliate e disturbo a una fauna che sta vivendo grandi cambiamenti, con l’arrivo di animali più selvatici, come daini e caprioli. In passato, è capitato che la sentieristica abbia portato vandali nel parco; parlo di fuochi all’aperto e rovina di strutture esistenti. Quindi, sono favorevole alle strutture mirate a favorire l’utilizzo del parco a un turismo più attento

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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