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Cislago
Cento e passa specie animali da difendere

I risultati dello studio faunistico condotto nel Rugareto rivelano una grande vitalità

24 Novembre 2009 - A tutti gli effetti, uno zoo a cielo aperto, soprattutto quando lo si guarda con il naso all’insù. Questo sembra essere il Bosco del Rugareto sulla base dei risultati emersi dal primo studio faunistico.

Si tratta di un progetto primo nel proprio genere, non solo per quanto riguarda il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) a cui aderiscono Gorla Minore, Marnate, Rescaldina e Cislago, ma per tutte le iniziative analoghe, soprattutto guardando ai consociati Parto RTO e Parco del Medio Olona.

L’iniziativa lanciata lo scorso luglio, già a fine settembre aveva fornito le prime indicazioni nella direzione di una grande vitalità all’interno del territorio. Grazie anche alla grande risposta seguita all’appello rivolto a tutti gli abitanti della zona a offrire il proprio contributo, è stato così possibile tracciare le schede per tutte le specie animali presenti nella zona.

Il lavoro di messa a raccolta ed elaborazione dei dati è stato affidato al Dott. Nat. Andrea Viganò e i risultati presentati al pubblico qualche giorno fa a Cislago, Comune capofila del PLIS. Nei 1.200 ettari della zona tutelata, le specie rilevate superano di gran lunga quota cento. Sono intatti 124 le varietà viventi rilevate, suddivise in sei specie di anfibi, cinque di rettili, 19 mammiferi e 94 uccelli, di cui 44 nidificanti.

In particolare, tra i rettili spicca la presenza di bisce d’acqua, ramarri e lucertole muraiole, mentre tra i mammiferi la presenza va oltre le normali aspettative. Di fianco a ricci, talpe, pipistrelli, conigli e lepri, sono state osservate anche specie meno frequenti nella zona, prime tra tutti scoiattoli, volpi e daini.

Nel lungo elenco di uccelli infine, rientrano anche l’airone cenerino, il falco pecchiaiolo, il gheppio, la gru, la civetta simbolo del Medio Olona, il picchio e la gazza.

L'occasione si è inoltre rivelata utile per uno studio più approfondito sullo stato di salute del Parco. Dalle analisi effettuate emerge infatti non solo una fotografia precisa del valore naturalistico dell'area, ma anche una serie di mappe contenenti sia punti di alta qualità sia le zone che maggiormente necessitano di riqualificazione.

A tale proposito verrebbe ora da chiedersi se non valga la pena da parte dei Comuni di tutti i PLIS della zona effettuare uno sforzo di tutela straordinario, al fine di ridare dignità, nonchè un habitat all'altezza, a luoghi molto spesso trascurati dal punto di vista della tutela ambientale. Oltre agli ormai storici cumuli di rifiuti abbandonati e dimenticati in svariati punti, l'equilibrio delle zone delimitate dai PLIS è ancora messo a repentaglio dal continuo passaggio non autorizzato di mezzi a motore e dalle attività di spaccio di stupefacenti.

Segnali preoccupanti in questa direzione arrivano anche dai titolari di alcune aziende agricole della zona, interessati a investire nella realizzazione di strutture per agriturismo, ma frenati dall'evidente stato di degrado dei dintorni che vorrebbero valorizzare.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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