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Olgiate Olona
Il protagonista del Palio sarà la festa

Il Governatore Giorgio Volpi illustra le ragioni di tanti cambiamenti

27 Giugno 2008 - Secondo le nuove strategie delineate dal Comitato organizzatore, il Palio della Valle Olona edizione 2008 prenderà il via nello stesso paese dove si era concluso due anni prima. Caso vuole che il paese in questione, Olgiate Olona, sia anche detentore del trofeo e il suo massimo esponente, il Sindaco Giorgio Volpi, la figura istituzionale più rappresentativa, il Governatore della Suprema Corte dei Comuni.

Se a questo si aggiunge la grandissima considerazione che il primo cittadino gode tra i proprio colleghi e gli addetti ai lavori, viene definitivamente scacciato qualsiasi dubbio circa la personalità più adatta per un'intervista di introduzione all'evento che sabato 28 Giugno prenderà il via. Un'edizione particolare, non tanto per l'inedito ritorno a sei partecipanti dopo l'infelice parentesi della partecipazione di Castellanza, ma soprattutto per l'aria di totale rinnovamento che aleggia intorno al Palio.

Quella che ci apprestiamo a vivere, nelle intenzioni degli Amministratori dovrebbe essere l'edizione di una svolta dove confronto e agonismo, pur restando elemento fondamentale, lasciano il ruolo da protagonista al principio ispiratore dello spirito di gruppo e del clima di festa. Una scelta difficile e per certi versi rischiosa, inserita nel contesto dello sviluppo del Medio Olona che il Sindaco non esita a illustrare nei dettagli.

Che Palio dovrebbe essere secondo le intenzioni di voi organizzatori?
Un Palio della gioia, una festa e un’occasione di incontro. Il tutto prendendo a riferimento il nostro territorio che ha una storia millenaria e ha subito grandi trasformazioni, soprattutto negli ultimi 150 anni. Oggi finalmente sta tornando in una situazione di utilizzo e qualità ambientale all’altezza, anche attraverso eventi che non restano immutati nel tempo perché cambia il territorio e di conseguenza la percezione da parte della gente.

Quindi, l’idea è di una manifestazione in piena fase evolutiva?
Non stiamo facendo qualcosa destinato a restare nella stessa piazza da mille anni. Ci sono eventi che si svolgono sempre negli stessi luoghi e tempi, ma questo è il contrario. Ormai il punto di riferimento è diventato il Medio Olona. Di fronte a questo punto di vista avevamo due possibilità restare fermi e muoverci. Abbiamo optato per la seconda.

A cosa dovrebbe portare questa scelta?
L’obiettivo è spostarsi dall’aspetto puramente sportivo a un momento di ritrovo, anche attraverso le gare. Non a caso, abbiamo tolto alcune sfide sportive e ne abbiamo introdotte di altre, offrendo maggiori spazi all’universo femminile. Anche questo è un passaggio. In generale, con progetti quale per esempio la pista ciclabile, l’uso della Valle sarà diverso, e questo porta a tanti cambiamenti.

Quindi, il Palio cambia in un’ottica più estesa di cambiamento della Valle Olona?
Direi di sì. Presto ci sarà un nuovo depuratore e nuove aziende sono pronte a stabilirsi in Valle. Stanno cambiando tante cose e così anche noi abbiamo deciso di cambiare. Ormai il tema portante è andare da Comune a Comune sapendo che si resta sempre un luogo simile, che va oltre i confini amministrativi. Però, la cosa bella che è rimasta immutata è che il Palio resta della gente, sono le risorse umane che fanno la differenza e il ruolo del denaro è marginale.

Questo significa che al momento non esiste alcun progetto di legare la crescita del Palio all’intervento di eventuali sponsor?
Qualsiasi operazione facciamo nell’ambito del Medio Olona siamo tutti allo stesso livello. Chi compra dieci caramelle me paga dieci e chi ne vuole comprare due ne paga due, ma tutti abbiamo lo stesso peso, ruolo e responsabilità. Con uno sponsor non sarebbe lo stesso Palio, e la stessa cosa accadrebbe se un Comune assumesse il controllo economico.

Non crede che aver voluto ridurre l’aspetto agonistico possa in qualche modo penalizzare la riuscita del Palio?
L’obiettivo non deve essere vincere il Palio ma restare in mezzo alla gente e scoprire il territorio. Chi ha creato il Palio dodici anni fa non poteva certo aspettarsi che si sarebbe arrivati a questo. E tra altri dieci anni sarà completamente diverso. Non c’è ragione di averne paura. In fin dei conti, ci siamo limitati a togliere alcune gare prettamente sportive in favore di altre più popolari.

In particolare, ha fatto discutere l’eliminazione del tiro alla fune, una gara che sembra difficile definire più sportiva che popolare…
È stata una scelta che esula da qualsiasi discorso di opportunità e precedenti. Abbiamo deciso di imprimere una virata, punto e basta. È stato un argomento discusso e approfondito. Comunque, non si può concentrasi su una gara, è un discorso più generale. L’idea è anche quella di proporre confronti dell’esito più incerto possibile. Allora, anche chi era certo di vincere la pallavolo femminile [Olgiate Olona, ndr], avrebbe ragione di lamentarsi. In generale, cambia il territorio e di conseguenza cambiano obbiettivi e cambia il Palio. E continuerà a cambiare fino a quando non si troverà il punto di equilibrio.

Qual è allora nelle vostre intenzioni questo punto di arrivo?
Quello a cui si vuole arrivare è un momento di festa abbinato a un utilizzo dei luoghi significativi. Non è un caso che per l’apertura qua a Olgiate abbiamo scelto un luogo simbolo come il parco della Villa Gonzaga. A questo voglio anche aggiungere che un altro tema è la volontà di concentrare il tutto in un periodo in cui si fa qualcosa insieme e per questo si è ridotta anche la durata a una settimana invece che due.

Un’altra variazione che al momento non incontra molti favori è il ridimensionamento della sfilata di apertura…
La sfilata ci sarà comunque, ma non come gara; segnerà l’inizio di un momento di festa. In questo modo non si apre più con una gara a sé stante, non si comincia con una serata di tensione, ma con festa e cultura. Sarà una via di mezzo anche come partecipazione dei Paesi e ci tengo a precisare che non è una decisione conseguenza delle polemiche 2006, ma frutto di una strategia che tra le altre cose prevede lo sfruttamento dei luoghi belli della Valle Olona. Le gare vere e proprie iniziano il giorno dopo.

La chiusura con la gara di ballo non rischia di togliere un po’ di tensione alla serata decisiva?
Anche questa è una decisione che rientra nella volontà di caratterizzare il Palio come festa e coinvolgere il maggior numero di persone possibile. Anzi, con vorrei approfittare dell’occasione per garantire che quest’anno faremo tutto il possibile perché gli appuntamenti rispettino gli orari di inizio.

Rispetto ad altre manifestazioni sembra che al Palio sia stata fatta meno pubblicità. Per esempio, per la recente Girinvalle c’erano striscioni ovunque, mentre ora si è pensato solo ad alcuni volantini nei negozi pochi giorni prima dell’inizio…
Sono due cose diverse. In occasione di Girinvalle, dovevamo riempire quel giorno e basta, mentre il Palio deve crescere giorno per giorno. Il Palio va vissuto quotidianamente e quelli trascorsi sono stati mesi di silenzio operoso. Adesso però non dobbiamo neppure esagerare con l’esplosione di comunicazione.

Come la gran parte dei suoi colleghi, questo è il terzo Palio che si appresta a vivere come Sindaco. Come giudica l’esperienza nel suo complesso?
Il primo Palio che ho fatto da Sindaco, eravamo intervenuti con l’organizzazione ormai a metà ed è stato un momento più legato allo stare in mezzo alla gente. Il secondo, due anni fa, è stato invece un momento di gioia, ma vissuto completamente e quindi una scoperta piena. Adesso, sono molto contento e sento una grande percezione di gioia e attesa.

Due anni fa, nello stesso periodo, aveva affermato che il Palio doveva fare un salto di scala. Crede che sia stato raggiunto l’obiettivo?
Direi che questo salto di scala auspicato è stato fatto, dal momento che ci apprestiamo a vivere un momento di festa, l’occasione per valorizzare il territorio e un evento del quale possiamo essere orgogliosi. Più in generale, il Palio è diventato una perla all’interno di un disegno strategico più ampio. Uno dei tanti tasselli della strategia per il Medio Olona. Non un obiettivo unico, ma un quadro generale che stiamo disegnando.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
 

 

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