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Gorla Minore
Il problema esiste, ma non è incuria
Così il Comune affronta l'emergenza rifiuti nei boschi e risponde alle accuse

16 Marzo 2008 -  Sono dell’ordine delle decine di migliaia di euro all’anno le spese che il Comune di Gorla Minore affronta per la questione rifiuti, al di là del normale servizio di raccolta porta a porta e gestione della piazzola di raccolta pubblica ad accesso gratuito. Soldi che, come facile immaginare, la Giunta sarebbe ben contenta di spendere in altro modo.

Questa è una delle ragioni per cui l’Amministrazione locale, rappresentata per l’occasione dall’Assessore all’Ecologia e Ambiente Mauro Chiavarini, dietro le affermazioni di circostanza non nasconde il proprio disappunto per essere stata messa nelle scorse settimane al centro dell’attenzione per la gestione degli scarichi abusivi di rifiuti nel proprio territorio. D’altra parte, la realtà è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno l’occasione di addentrarsi nei boschi o soffermarsi a osservare il ciglio delle strade periferiche ma, a differenza di altri Comuni, Gorla Minore non rifiuta il confronto.

“È molto importante che si siano aperti gli occhi, e fate benissimo a fare queste cose – chiarisce subito l’Assessore Chiavarini -. Chi apre gli occhi e ‘rompe le scatole’, a chi è preposto a fare il lavoro, ci fa sentire stente sotto pressione e ci stimola a fare questo lavoro con più urgenza e più impegno”.

Sarebbe d’altra parte ingiusto accusare a priori un’Amministrazione di disinteressarsi completamente il problema. In linea di massima le strategie esistono quasi ovunque, e Gorla Minore non fa eccezione: “Il fenomeno si deve contrastare prima di tutto con senso civico ed educazione – spiega l’Assessore -: quindi, lavorare con le scuole e la formazione dei giovani che sono il futuro. D’altronde, mi accorgo che l’educazione è cresciuta e voglio, e devo, essere ottimista”.

Il problema è semmai riuscire a passare all’azione in tempi utili a non perdere definitivamente il controllo della situazione: “Puntiamo molto anche sul volontariato, Protezione Civile, Rangers d’Italia. Questi ultimi li abbiamo messi a contratto all’interno sia del Parco del Medio Olona sia del Rugareto. Ci saranno quindi delle pattuglie che sorveglieranno i boschi e ci segnaleranno gli abbandoni abusivi di rifiuti. Dove noi quindi interverremo”.

Tra i primi interventi, ci viene assicurato, l’area diventata uno dei simboli di questa vicenda, dove qualche delinquente ha scaricato l’intero prodotto di un intervento di ristrutturazione e relativo trasloco. Al tempo stesso, una ulteriore verifica delle strade di accesso ai boschi, in modo da verificare lo stato delle sbarre anti intrusione e individuare eventuali nuovi punti da proteggere.

Interventi che, come ci tiene a sottolineare Chiavarini, hanno un impatto pesante sul bilancio comunale: “Se ci mettessimo a fare una rimozione continua attraverso l’impiego di risorse extra rispetto alla raccolta urbana, bisognerebbe spendere una cifra che non può andare al di sotto di 4.000 euro all’anno; basti pensare che una giornata di raccolta con personale specializzato viene a costare non meno di mille euro. Quindi, se solo in un anno faccio dieci di queste giornate, sono 10mila euro”.

Per uscire dall’aspetto puramente numerico e inquadrare meglio il danno che questi pochi delinquenti fanno a tutta una comunità, l’ammissione che “la sistemazione del percorso dei fontanili costerebbe molto meno. In pratica, con quello che spendiamo per la rimozione dei rifiuti, potremmo fare opere molto più importanti per la valorizzazione dell’ambiente. Sono soldi proprio buttati via. Senza dimenticare che spendiamo fior di soldi per le strutture di raccolta, ad accesso gratuito e decisamente più comode dei boschi”.

La zona di boschi in questione, tra l’altro, rientra nel progetto della Pedemontana, che sembra ormai destinata a diventare realtà. Se da una parte si può essere indotti a pensare che allo stato attuale delle cose, il passaggio di un’autostrada nella zona boschiva non sia il peggiore dei mali, dall’altra il progetto potrebbe trasformarsi in un’occasione da sfruttare.

"Se dal punto di vista strettamente ambientale ritengo sia un ulteriore tassello di aggressione al territori, dall’altra possiamo puntare sulle opere di compensazione ambientale. Abbiamo già presentato progetti nell’ambito di entrambi i parchi; per esempio, piantare alberi di qualità trasformando boschi di semplici robinie in boschi più pregiati, con piante autoctone. Oltre a questo, bisogna a guardare a come viene realizzata l’opera: quindi, largo uso di gallerie e trincee, fasce di salvaguardia di 50 metri rimboscati. Si parla anche di un progetto che sta prendendo forma per fare una fascia di rispetto che può diventare un parco quasi continuo di 70 Km”.

L’idea che la Giunta di Gorla Minore intende far passare è quella di una situazione temporanea, pronta a tornare sotto controllo non appena una serie di iniziative ai nastri di partenza potrà essere avviate e coordinata. Pur in presenza di qualche disagio: “Dobbiamo fare capire quale sforzo di impegno e soldi sosteniamo. Se poi ci troviamo al centro dell’attenzione da mezzi di informazione che ci mettono sotto accusa per lo stato dei boschi, capita anche si sentirsi cadere le braccia per non essere riusciti a fare il meglio”.

Qualche perplessità emerge però circa la reale convinzione dell'Amministrazione di poter andare fino in fondo: “Voglio anche sottolineare che dobbiamo renderci conto, stampa prima di tutto, che con la densità elevata di popolazione della nostra zona l’impatto antropico è elevato. Non possiamo porci l’obiettivo di arrivare alla stessa qualità ambientale di zone abitate da poche decine di persone per kmq”.

Un’affermazione francamente non condivisa, soprattutto quando si confronta la realtà locale con quella, per tanti scomoda, che è possibile constatare a poco più di vento chilometri di distanza non appena superato il confine, ma la cui portata viene immediatamente corretta: “C’è comunque un limite al di sotto del quale non possiamo arrivare conclude Chiavarini -. D’altra parte. le amministrazioni devono convincersi che devono spendere per queste cose qui. C’è poco da fare”.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

 

 

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