Solbiate Olona
Marcia a passo di pedale
Dal Comando Nato, una squadra di
ciclisti pronti incontrare il territorio
24 Dicembre 2007
- Dietro quello che al passante solitamente
appare nient'altro che la delimitazione di un terreno a uso militare, trova
posto una vera e propria comunità, con tutti i ritmi, le esigenze e le
persone esattamente come avviene nei paesi della vicina Valle Olona.
Come era
già stato possibile constatare di persona grazie alla disponibilità del Ten.
Col. Salsotto, La caserma Ugo Mara di Solbiate Olona di diverso
da una delle tante attività industriali presenti in zona ha solo il fatto di
essere un comando militare di portata internazionale. Come tale, si presta
spesso a strumentalizzazioni che vanno ben oltre il suo effettivo ruolo, ma
all'occhio più obiettivo questo non basta a celare la vita reale che si
trova al suo interno.
Non desta quindi stupore più di tanto la
presenza all'interno della forza multinazionale di un gruppo di appassionati
che non perde occasione di dedicarsi al proprio sport preferito. Le
palazzine della struttura militare ospitano infatti anche la
Società Ciclistica NRDC-IT (che abbiamo
l'onore di ospitare nella sezione Sport), i cui membri, come tanti altre
persone nella zona, la domenica mattina percorrono in lungo e in largo
strade e sentieri a cavallo delle proprie biciclette.
Di idee, progetti per la zona e impressioni
di chi spesso arriva da fuori, si fa portavoce in esclusiva
il Magg. Michele Ionata, Presidente
della ASD NRDC-IT Solbiate Olona
Come è nata l'idea del gruppo ciclistico?
L'idea è partita lo scorso anno da tre appassionati di ciclismo che hanno
pensato di promuovere l'attività sportiva e lo spirito di gruppo attraverso
la creazione di una società ciclistica. Tale soluzione avrebbe inoltre
consentito di pubblicizzare il Comando di Corpo d'Armata di Reazione Rapida
della NATO in Solbiate Olona e portato verso un maggiore livello di
integrazione tra l'ambiente militare e quello civile. Un po' come quando si
aprivano le Caserme, solo che adesso siamo noi ad uscire in tenuta sportiva per
unirci agli altri ciclisti.
Come è composta la squadra? E'
un'iniziativa che riguarda solamente i militari italiani presenti nella base?
La squadra è costituita da militari che fanno parte del Comando NRDC Italiano,
ad esso si aggiungono i militari delle unità affiliate ed i relativi familiari.
Quando abbiamo creato la società il gruppo era formato solo da 21 militari, ma
alla fine di Agosto le adesioni erano salite a 30 e prevediamo che i
tesseramenti per il prossimo anno supereranno i 50. Per il primo anno di
attività è un risultato notevole. Non le sembra?
Sinceramente, sono numeri che farebbero la
felicità di qualsiasi iniziativa analoga. A partire da tale potenziale, quali
sono gli obiettivi che vi ponete?
L'obiettivo principale è sicuramente quello di continuare a promuovere il
ciclismo e migliorare le nostre relazioni con la comunità sportiva locale. La
partecipazione ad eventi sportivi agonistici e non, ci consente di interagire
con altri appassionati e di mostrare un lato del Comando NRDC-IT che a molti è
sconosciuto. Pensiamo che lo sport sia un ottimo vettore per condividere
passioni ed interessi comuni a civili e militari. Andiamo in bicicletta perchè
ci piace il contatto con la natura ed amiamo temprare il nostro spirito con
sfide sempre più ardue, ma il messaggio che vogliamo trasmettere è che il
ciclismo deve essere vissuto in modo sano, e, senza l'uso di sostanze dopanti,
si riesce a mostrare quello che siamo realmente. In questo modo riusciamo a
conoscere meglio i nostri limiti e le nostre reali capacità sia nell'affrontare
una salita sia nel far fronte agli eventi che la vita ci riserva.
Come organizzate la vostra attività e come
si rapporta con la professione?
Non posso dire che sia facile. Gli impegni sono molti ed in qualsiasi momento
potremmo essere chiamati ad intervenire quale forza di reazione rapida della
NATO. Tuttavia pianifichiamo le nostre attività con cura all'interno di un
calendario di attività programmate, cercando di conciliare il lavoro con lo
sport come d'altronde fanno quasi tutti gli appassionati di ciclismo. Forse per
noi è un po' più difficile perchè sappiamo che tutta la preparazione potrebbe
essere vana o fine a sé stessa, ma quello che ci aiuta a stare uniti e a
continuare a pedalare è lo spirito di corpo. Quello spirito tipico di coloro
che sono pronti in ogni momento ad intervenire quando la Nazione ha bisogno e
non hanno paura di sacrificarsi per ciò in cui credono.
Ritenete che la zona dove si trova Solbiate
Olona possa in qualche modo favorire la decisione di avvicinarsi al
cicloturismo?
Penso che quest'area sia stupendamente adatta al cicloturismo. In pochi
chilometri si possono raggiungere posti con panorami che da soli ripagano gli
sforzi fatti. Oppure, se ci si vuole accontentare e non si vuole compiere
sforzi troppo grandi, un po' di pianura la si trova sempre costeggiando il
Ticino, con la possibilità di raggiungere il Lago Maggiore in tempi non
eccessivamente lunghi. Inoltre si è sempre in buona compagnia, c'è sempre
qualche ciclista che passa. Così le uscite singole si trasformano quasi sempre
in una uscita di gruppo che ci consentono di socializzare ed allo stesso tempo
di misurarci con gli altri.
Che rapporti avete o intendete avere con il
territorio? Incontri, gare, eventi, ecc.
La squadra è ancora giovane ma promette bene. Abbiamo già partecipato ad alcune
granfondo classiche quali la Felice Gimondi, la Casartelli e la GF del Lago
Maggiore e ad alcune gare di mountain bike quali il grand prix delle Valli
Varesine, Divinus Bike e altre. Inoltre abbiamo partecipato a gare del
campionato regionale e provinciale con qualche buon piazzamento. Per il prossimo
anno puntiamo a risultati di rilievo e ad aumentare la nostra partecipazione
alle manifestazioni sportive privilegiando quelle locali ed il campionato UDACE.
Oltre agli eventi sportivi stiamo cercando di ampliare la nostra sfera di
relazioni con le autorità locali e sportive al fine di raggiungere una piena
integrazione e fare capire chi siamo e cosa facciamo. E' nostra intenzione anche
cercare di organizzare un evento sportivo nel 2008. Non sarà facile, ma penso
che la partecipazione ad un Grand Prix
NATO potrebbe attirare un buon numero di partecipanti.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz