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Busto Arsizio
Il Pedibus sulla strada giusta

Un'iniziativa da far crescere e far conoscere nell'interesse di tutti

5 Dicembre 2007 - Nella vicina Olgiate Olona, un progetto simile è stato messo a punto già da qualche tempo. Dall'altra parte della Valle, a Vedano Olona, il Comune si sta organizzando per approntare tutte le misure di sicurezza necessarie. Ora anche una città più grande, dove i pericoli che mettono a repentaglio l'incolumità dei pedoni sono maggiori, dopo un primo periodo il cui bilancio si è rivelato positivo si punta a diffondere la convinzione che andare a scuola a piedi fa bene alla salute e potrebbe fare bene anche alla città.

Ne è convinto l’assessore alla Sicurezza, Viabilità e Trasporti di Busto Arsizio, Luciano Lista, così come i bambini che da qualche mese per andare a scuola prendono il “Pedibus”, una sorta di un autobus umano, che non viaggia su ruote ma con i piedi dei bimbi e dei genitori che li accompagnano, lungo percorsi prestabiliti e messi in sicurezza in ogni dettaglio. Come nei bus veri, ci sono un genitore-autista che apre la fila e un genitore-controllore che la chiude, ci sono gli orari da rispettare, i capolinea e le fermate intermedie.

L’iniziativa, partita alle locali scuole primarie Ada Negri e Tommaseo, ha riscosso un buon successo tra i più piccoli, che hanno accolto di buon grado la novità e hanno accettato di cambiare le loro abitudini: zaini in spalla, cappellino ad alta visibilità in testa, si ritrovano ogni mattina alla loro fermata, si mettono in fila e partono. Mentre camminano chiacchierano, si scambiano opinioni, si confrontano sulle lezioni, a volte ripassano a voce alta anche per la verifica o l’interrogazione che li attende in classe.

Offrendo un ottimo esempio per i più grandi, gli scolari si sono anche rivelati più attenti ai cartelli stradali, agli automobilisti e ai motociclisti che parcheggiano dove non dovrebbero: con i trasgressori del codice della strada i bambini del Pedibus sono implacabili e non ci pensano due volte a staccare dai loro blocchetti delle multe simboliche.

Con il Pedibus si impara l’educazione alla sicurezza stradale sul campo e si acquisiscono abilità pedonali: i bambini diventano consapevoli dei pericoli, hanno più tempo per guardarsi intorno e scoprire il quartiere, osservano il cambiare delle stagioni, le foglie che cadono, notano le bacche sugli alberi, si accorgono di qualche uccellino a caccia di cibo….

Nei vari gruppi si sono formate nuove amicizie: ogni mattina è bello sapere che alla fermata si ritroveranno i nuovi e i vecchi amici per iniziare bene la giornata. Nessuna coda ai semafori con le mamme e i papà al volante sempre più nervosi, nessun problema di parcheggio, nessuna gimkana tra le auto che scaricano bambini e zaini davanti al portone della scuola come fossero pacchi.

Col Pedibus si arriva a scuola puntuali e soprattutto svegli e di buon umore. Quattro passi (per alcuni anche otto) a tutto vantaggio del fisico. Un modo di andare a scuola che potrebbe fare bene anche alla città, e meriterebbe di essere preso ad esempio anche nei piccoli centri, se fosse promosso da un numero maggiore di istituti scolastici e, se soprattutto entrasse maggiormente nella mentalità dei genitori che non rinunciano all’auto o che non si fidano dell’iniziativa, con il risultato di riuscire a congestionare il traffico anche dei paesi più piccoli e trasmettere pessimi esempi di comportamento in materia di posteggi e occupazione delle strade.

Nonostante i risultanti incoraggianti, le pur numerose adesioni delle due scuole bustocche che hanno accettato la sfida non hanno ancora permesso cambiamenti significativi sul traffico e sull’inquinamento, sulla vivibilità dei quartieri. Segno che la strada da percorrere è ancora molta. E sarebbe meglio cominciare a pensare di poterla percorrere a piedi.
 

 

 

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