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Castellanza
Da Castellanza a Santiago, il lungo viaggio ha portato il professor Giampiero Campanelli a Licey al Medio, paesino dove è rimasto dieci giorni di inizio Novembre in un centro chirurgico dotato di tre sale operatorie. Qui ha dedicato le sue giornate a svolgere il maggior numero di interventi possibile per sconfiggere una delle patologie più frequenti come l’ernia e risolvere problemi di tipo urologico, che in Repubblica Dominicana sono completamente trascurati. Il Prof. Campanelli, che ha guidato una equipe internazionale di chirurghi generali e infermieri, nell’ambito di “Hernia Project”, racconta: “Sono tanti i bambini che siamo riusciti ad operare in condizioni piuttosto difficili, ma significativo è stato aver affrontato il loro terrore e le loro lacrime con maschere e trucchi che riuscivano a distrarli e a rilassarli rendendo l’approccio all’intervento molto meno traumatico e facendo sorridere anche noi”. “Non mi tiro indietro, lavorare in condizioni estreme in una isola splendida ma sperduta e povera, aumenta il mio coraggio per affrontare con maggiore determinazione situazioni complesse.” “Altra esperienza significativa è stata il confronto con una realtà così diversa e lontana dal nostro mondo, infatti – continua a raccontare il professore - la maggior parte della popolazione dominicana è completamente analfabeta, e mi sono così ritrovato di fronte ad affermazioni così essenziali e primarie come ad esempio - dottore faccia quello che vuole ma mi metta in condizione di rientrare a casa e mangiare! – solitamente mi pongono domande sulle recidive o quant’altro, invece qui risulta tutto così semplice e vero…”. Nelle peggiori ipotesi le ernie trascurate possono dare origini a complicanze gravi con l’instaurarsi di quadri peritonitici che possono causare anche la morte. Grazie ad una vasta campagna di solidarietà americana sono stati messi a disposizione i fondi necessari per la realizzazione di queste missioni. La fatica è stata tanta: “Una settimana a ritmo forzato: oltre 120 interventi, 10 ore al giorno in sala operatoria, in condizioni difficili davvero, ma con risultati sorprendenti!” Eseguire interventi chirurgici in un’area così povera – dice il Professor Campanelli - è al tempo stesso giusto, gratificante e pienamente in linea con i veri obiettivi della nostra professione.
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