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Castellanza 9 Novembre 2007 - Un tuffo in Università. La Giunta dell’Unione Industriali si è riunita - non è stata la prima volta - a Castellanza, presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC, per visionare in anteprima i nuovi spazi ricavati grazie alla ristrutturazione di un altro degli edifici che compongono il complesso dell’ex-Cotonificio Cantoni.Una grande riserva di spazio che consente di mettere a disposizione di studenti, docenti e ricercatori sempre nuove opportunità logistiche. “L’impegno ad assicurare una dotazione eccellente nelle infrastrutture ha da sempre caratterizzato questa Università, fin dalla sua ideazione - ha ricordato il Presidente della LIUC Paolo Lamberti, che ha fatto gli onori di casa - nella consapevolezza che la disponibilità di spazi e attrezzature di prim’ordine contribuisca alla qualità degli studi”. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare agli imprenditori, cui si deve ormai quasi vent’anni or sono la realizzazione dell’Ateneo, il nuovo Rettore Andrea Taroni, il quale ha detto di aver accettato con piacere questa nuova sfida professionale per proseguire il lavoro svolto in LIUC quando, chiamato dal primo Rettore Camillo Bussolati, presiedette il Comitato ordinatore della facoltà di Ingegneria, la seconda facoltà istituita a Castellanza dopo quella di Economia e prima di quella di Giurisprudenza. Al nuovo Rettore, il Presidente dell’Unione Industriali Michele Graglia ha espresso l’augurio di buon lavoro assicurando la costante vicinanza e collaborazione delle imprese all’Università. Nel suo intervento, il Presidente Lamberti, imprenditore, non ha mancato di evidenziare anche le difficoltà che l’Università ha dovuto affrontare nel programmare i propri ampliamenti. “I lavori di ristrutturazione di questo edificio sono stati pensati qualche anno fa - ha detto -. Allora, avevamo in mente una certa configurazione dei nuovi spazi in funzione del modello didattico vigente in quegli anni. Da allora, si sono susseguite modifiche e propositi di modifiche che ci hanno creato non poca confusione. E’ il medesimo inconveniente - ha aggiunto - che lamentiamo spesso con riferimento alla politica economica, finanziaria e fiscale del nostro Paese. Come programmare gli investimenti di fronte ai continui cambiamenti, è un esercizio difficile al quale dobbiamo, purtroppo, applicarci tutti nelle nostre imprese. E qui in Università non è molto diverso. E’ evidente che il restringimento o la dilatazione del periodo di studi comporta una maggiore o minore necessità di concentrare le lezioni e che questo influisce sul numero di aule che occorre avere a disposizione”. Un altro inconveniente lamentato da Paolo Lamberti è l’obbligo, introdotto dal recente decreto del ministro dell’Università Fabio Mussi, di prevedere un numero di docenti di ruolo per ciascun corso di laurea e di laurea magistrale. Un obbligo - ha commentato - che denota la “perdurante impronta dirigistica che connota la riforma dell’ordinamento accademico e che riporta l’Università del nostro Paese indietro di vent’anni”. Dare attuazione a quell’obbligo significherebbe, per la LIUC, dover ridimensionare un sistema di reclutamento dei docenti che, per scelta, “ha sempre privilegiato, accanto ad un nucleo forte di docenti di ruolo, altri docenti che, anziché essere interamente dediti all’attività accademica, svolgono attività anche nel mondo del lavoro. Professori, dunque, che portino in Università un sapere pratico, che siano essi stessi portatori di esperienze, propositori di case history, fautori di un’abitudine ad esercitare le menti degli studenti non solo nell’astrazione concettuale ma anche nell’affronto di casi pratici ricavati da esperienze concrete”.
Rispetto a questa impostazione, le università
non-statali esprimono perplessità e preoccupazione sia per il suo profilo
ideologico, sia per quello giuridico. |
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