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Castellanza
La ludoteca è diventata scomoda

Questioni politiche mettono a rischio un'importante risorsa per i bambini

25 Luglio 2007 - Dentro un allegro furgone tutto colorato che regolarmente visita diversi centri abitati della zona si nasconde un carico di giochi capace da diversi anni di regalare momenti di divertimento ai bambini da zero a 15 anni. Quando la stagione si fa fredda, il Ludobus della Cooperativa Dire Fare Giocare resta parcheggiato nella sede di Castellanza, dove però giovani e meno giovani possono ugualmente ritrovarsi presso la Ludoteca e riscoprire un modo di giocare spesso accantonato, basato sulla logica, la manualità e l’impareggiabile fantasia di un bambino.

Oggi però tutto questo è a rischio e, per quanto si cerchi di scovarne le ragioni, risulta oggettivamente difficile capirne il perchè. Se il Ludobus con tutta probabilità riuscirà a sopravvivere alla tempesta istituzionale che si è improvvisamente abbattuta su questa iniziativa, il futuro della Ludoteca appare invece molto più incerto. Almeno così come hanno avuto modo di conoscerla diverse centinaia di bambini solamente in questa stagione appena conclusa. Da qualche tempo infatti, la Ludoteca è sotto sfratto, con tutta l’intenzione da parte dell’Amministrazione locale di Castellanza di chiudere in questo modo un capitolo importante nella storia cittadina e mettere la parola fine a un’avventura iniziata ormai diversi anni or sono: “Dopo una sperimentazione condotta nel 2001, una valutazione positiva dell’esperienza ha portato per il 2002 a stipulare una convenzione – ricorda Giuseppe Assuntino, presidente della cooperativa Dire Fare Giocare -. In cambio del comodato d’uso del veicolo e degli spazi offrivamo servizi con interventi gratuiti nei parchi della città e in occasione delle feste. In totale circa 30 interventi all’anno”.

Tenendo come punto di riferimento il gioco, l’organizzazione ha successivamente esteso il proprio raggio d’azione ai vicini paesi della Valle Olona, ma con frequenti puntate anche nel resto della regione. Il tutto affidato alla cura di quattro dipendenti e una serie di collaboratori stagionali a progetto, tutti con regolare contratto e dotati di una dose non comune di entusiasmo.

Più che la decisione in sè, dal punto di vista amministrativo impeccabile, a destare perplessità sono le circostanze nelle quali la situazione è maturata. “La convenzione con il Comune di Castellanza è scaduta il 30 giugno – spiega Assuntino -. Dopo diversi tentativi, lo scorso 5 maggio eravamo riusciti per la prima volta a ottenere un breve incontro con Simone Tornaghi, assessore allo sport, tempo libero e servizi demografici, il quale non ci aveva fornito alcuna anticipazione su quello che sarebbe successo, anzi, ci aveva detto di stare tranquilli”. Dal canto suo, la Cooperativa aveva già provveduto da qualche mese, a marzo per la precisione, ad avanzare formalmente la proposta per il rinnovo.

L’atteggiamento rassicurante dell’Assessore Tornaghi ha così indotto Dire Fare Giocare a considerare il rinnovo della convenzione poco più di una formalità, come avvenuto nelle occasioni precedenti, ma la realtà avrebbe rivelato da lì a poco una sorpresa ben poco gradita: “Non avendo più avuto notizie dopo quell’incontro – precisa Assuntino -, a giugno ci sono venuti dei sospetti, ma il Vice Sindaco Ferruccio Ferro in persona ci ha ribadito espressamente che per la convenzione non c’era motivo di preoccuparsi”. Non passano però molti giorni, perchè si presenti una realtà del tutto diversa: “Il 18 giugno ci viene comunicato, per telefono da un impiegato, che la convenzione non verrà rinnovata, secondo quanto risulta da un atto approvato il 23 maggio, quasi un mese prima. Il tutto senza alcuna motivazione”.

La comprensibile sorpresa mista a sconcerto degli operatori a quel punto comincia a lasciare spazio alla rabbia e al desiderio di voler andare a fondo nella vicenda che comincia ad assumere i fastidiosi contorni di una questione politica. Prima della decisione infatti, nelle stanze del Municipio di Castellanza nessuno aveva ritenuto opportuno effettuare per lo meno una valutazione dell’attività svolta, nell’interesse dei cittadini, soprattutto i più giovani. “Ternaghi assicura che esistono altri progetti, nei quali rientra anche la Ludoteca, ma senza coinvolgere noi e ci ha chiaramente ribadito che loro hanno tutto il diritto di compiere un’azione del genere”.

Precisato che, come sottolinea il Presidente della Cooperativa, dei presunti nuovi progetti si sa ancora poco niente, la volontà di chiarire la questione con il Sindaco non ha avuto esito positivo. Il Primo Cittadino Fabrizio Farisoglio infatti si è regolarmente negato. All’apparenza una questione che appariva poco più che una formalità, ha così preso una piega dalla quale emerge una realtà sempre più oscura e intricata: “Si erano mossi anche i genitori, attraverso una raccolta di firme – denuncia Assuntino -. Ma la cosa è finita lì perchè è stato assicurato loro che la Ludoteca continua, anche se non si sa bene né dove né come”.

Importante sottolineare infatti che tutto il materiale (arredi, giochi, cartoleria, ecc.) è di proprietà della Cooperativa. Oltre naturalmente all’esperienza di persone che da anni portano avanti un progetto senza eguali e pertanto che non si vede come potrà essere adeguatamente rimpiazzata. Stando ai documenti, la Ludoteca dovrebbe liberare i locali entro la fine del mese di luglio, senza preoccupazione alcuna per impegni già presi fino all’autunno, alle esigenze di un trasloco e soprattutto alla necessità di trovare una nuova sede.

E proprio questo punto, visto il clima di ostilità che la Giunta sembra voler sostenere nei confronti di Dire Fare Giocare, potrebbe essere la ragione per abbandonare Castellanza in cerca di ospitalità presso i paesi vicini. “Per me il problema maggiore è la continuità del progetto – afferma Assuntino -. Farò tutto il possibile per salvare la Ludoteca e salvare il servizio”.

Il progetto Dire Fare Giocare non sembra quindi in pericolo, anche se è concreto il rischio che Castellanza si lasci scappare una risorsa importante e soprattutto unica nel suo genere, obbligata a cercare asilo in qualche paese limitrofo. Ciò che lascia perplessi è il modo con qui la vicenda è stata gestita attraverso una totale assenza di comunicazione e trasparenza. Ad aumentare l’amarezza di Giuseppe Assuntino, le uniche parole che indirettamente il Sindaco Fabrizio Farisoglio ha rivolto alla vicenda: “Ha detto chiaramente che non siamo adatti per questa iniziativa e mi ha dato del matto”, conclude con amarezza il Presidente.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

A seguito della pubblicazione del presente articolo, il Presidente della Cooperativa Dire Fare Giocare ha inviato la seguente precisazione:

"Nell'ambito della correttezza complessiva del pezzo, Non mi ritrovo assolutamente nella chiusura (Ad aumentare l'amarezza di Giuseppe Assuntino, le uniche parole che indirettamente il Sindaco Fabrizio Farisoglio ha rivolto alla vicenda: "Ha detto chiaramente che non siamo adatti per questa iniziativa e mi ha dato del matto",conclude con amarezza il Presidente).
Su questo non dobbiamo esserci proprio capiti: a) non mi risulta nessuna negativa valutazione del sindaco. Gli apprezzamenti sulla ludoteca (e su DFG) sono stati fatti sin dall'incontro in Ludoteca fino all'articolo/intervista sella Prealpina b) l'amarezza è dovuta all'accusa, a mio carico, di "mendacio" contenuta nello stesso articolo. Cui, in assenza di smentita, ho risposto con la Lettera aperta da voi pubblicata".
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Giuseppe Assuntino
Presidente Cooperativa Dire Fare Giocare

Prendiamo atto della precisazione richiesta dal Presidente Giuseppe Assuntino, dovuta a una errata interpretazione di un passaggio di una lunga intervista e ci scusiamo con i lettori e con i diretti interessati.

Giuseppe Goglio


 

 

 

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