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Castellanza
Oggi però tutto questo è a rischio e, per quanto si cerchi di scovarne le ragioni, risulta oggettivamente difficile capirne il perchè. Se il Ludobus con tutta probabilità riuscirà a sopravvivere alla tempesta istituzionale che si è improvvisamente abbattuta su questa iniziativa, il futuro della Ludoteca appare invece molto più incerto. Almeno così come hanno avuto modo di conoscerla diverse centinaia di bambini solamente in questa stagione appena conclusa. Da qualche tempo infatti, la Ludoteca è sotto sfratto, con tutta l’intenzione da parte dell’Amministrazione locale di Castellanza di chiudere in questo modo un capitolo importante nella storia cittadina e mettere la parola fine a un’avventura iniziata ormai diversi anni or sono: “Dopo una sperimentazione condotta nel 2001, una valutazione positiva dell’esperienza ha portato per il 2002 a stipulare una convenzione – ricorda Giuseppe Assuntino, presidente della cooperativa Dire Fare Giocare -. In cambio del comodato d’uso del veicolo e degli spazi offrivamo servizi con interventi gratuiti nei parchi della città e in occasione delle feste. In totale circa 30 interventi all’anno”. Tenendo come punto di riferimento il gioco, l’organizzazione ha successivamente esteso il proprio raggio d’azione ai vicini paesi della Valle Olona, ma con frequenti puntate anche nel resto della regione. Il tutto affidato alla cura di quattro dipendenti e una serie di collaboratori stagionali a progetto, tutti con regolare contratto e dotati di una dose non comune di entusiasmo.
L’atteggiamento rassicurante dell’Assessore Tornaghi ha così indotto Dire Fare Giocare a considerare il rinnovo della convenzione poco più di una formalità, come avvenuto nelle occasioni precedenti, ma la realtà avrebbe rivelato da lì a poco una sorpresa ben poco gradita: “Non avendo più avuto notizie dopo quell’incontro – precisa Assuntino -, a giugno ci sono venuti dei sospetti, ma il Vice Sindaco Ferruccio Ferro in persona ci ha ribadito espressamente che per la convenzione non c’era motivo di preoccuparsi”. Non passano però molti giorni, perchè si presenti una realtà del tutto diversa: “Il 18 giugno ci viene comunicato, per telefono da un impiegato, che la convenzione non verrà rinnovata, secondo quanto risulta da un atto approvato il 23 maggio, quasi un mese prima. Il tutto senza alcuna motivazione”. La comprensibile sorpresa mista a sconcerto degli operatori a quel punto comincia a lasciare spazio alla rabbia e al desiderio di voler andare a fondo nella vicenda che comincia ad assumere i fastidiosi contorni di una questione politica. Prima della decisione infatti, nelle stanze del Municipio di Castellanza nessuno aveva ritenuto opportuno effettuare per lo meno una valutazione dell’attività svolta, nell’interesse dei cittadini, soprattutto i più giovani. “Ternaghi assicura che esistono altri progetti, nei quali rientra anche la Ludoteca, ma senza coinvolgere noi e ci ha chiaramente ribadito che loro hanno tutto il diritto di compiere un’azione del genere”. Precisato che, come sottolinea il Presidente della Cooperativa, dei presunti nuovi progetti si sa ancora poco niente, la volontà di chiarire la questione con il Sindaco non ha avuto esito positivo. Il Primo Cittadino Fabrizio Farisoglio infatti si è regolarmente negato. All’apparenza una questione che appariva poco più che una formalità, ha così preso una piega dalla quale emerge una realtà sempre più oscura e intricata: “Si erano mossi anche i genitori, attraverso una raccolta di firme – denuncia Assuntino -. Ma la cosa è finita lì perchè è stato assicurato loro che la Ludoteca continua, anche se non si sa bene né dove né come”.
E proprio questo punto, visto il clima di ostilità che la Giunta sembra voler sostenere nei confronti di Dire Fare Giocare, potrebbe essere la ragione per abbandonare Castellanza in cerca di ospitalità presso i paesi vicini. “Per me il problema maggiore è la continuità del progetto – afferma Assuntino -. Farò tutto il possibile per salvare la Ludoteca e salvare il servizio”. Il progetto Dire Fare Giocare non sembra quindi in pericolo, anche se è concreto il rischio che Castellanza si lasci scappare una risorsa importante e soprattutto unica nel suo genere, obbligata a cercare asilo in qualche paese limitrofo. Ciò che lascia perplessi è il modo con qui la vicenda è stata gestita attraverso una totale assenza di comunicazione e trasparenza. Ad aumentare l’amarezza di Giuseppe Assuntino, le uniche parole che indirettamente il Sindaco Fabrizio Farisoglio ha rivolto alla vicenda: “Ha detto chiaramente che non siamo adatti per questa iniziativa e mi ha dato del matto”, conclude con amarezza il Presidente. Giuseppe Goglio
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