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Valle Olona
Turismo sì, ma non per tutti

Per chi viaggia  in camper, Valle Olona non fa rima con ospitalità

15 giugno 2007 - Turismo, quella parola magica dalla quale sembrano dipendere le risoluzioni di tutti i problemi che negli ultimi anni hanno interessato la Valle Olona e i suoi dintorni. Una parola che ricorre sempre più spesso nei discorsi ufficiali e nei progetti per il rilancio della zona e alla quale si tende ad affidare un futuro economico incerto. La parola da sola però non basta. Non è sufficiente affermare di voler puntare sul turismo senza una strategia all’altezza della situazione e una volontà di impegnarsi a tutto campo.

Le ragioni per fare della Valle Olona una zona di turismo non mancano. Arte, storia, natura e mondanità hanno la possibilità di combinarsi in misura tale da rappresentare certamente un’offerta appetibile.

Ma un territorio che ambisce a diventare meta di turisti (con i relativi ritorni) deve anche sapersi proporre. Alcuni segnali in questa direzione non mancano, come per esempio la pista ciclopedonale, la sempre più amata Ferrovia della Valmorea che piano piano riconquista il terreno perduto e un lunga e faticosa opera di sensibilizzazione che i Comuni hanno intrapreso al fine di difendere l’ambiente. Sotto altri aspetti, invece, la situazione appare decisamente più critica. Uno particolarmente importante è quello della ricettività.

Lungo l’asse dell’Olona, soprattutto nelle giornate di domenica e nelle festività, le strutture in grado di accogliere eventuali turisti sono decisamente limitate. Trovare aperto un ristorante o un altro luogo di ristoro non è un’impresa facile. E ancora più problematico risulta reperire informazioni sulle attrattive del luogo. Per una zona le cui caratteristiche escludono in partenza la possibilità di un turismo di massa, ogni opportunità meriterebbe di essere valutata con attenzione. E questo in Valle Olona non sempre accade.

Lo spunto per guardare in questa direzione arriva da un articolo pubblicato sul numero di aprile del mensile AC Autocaravan, una delle principali riviste per chi ama scoprire i luoghi sfruttando come mezzo di locomozione il camper. L’articolo in questione descrive una visita a Castiglione Olona, mostrando apprezzamenti per la località, me senza soffermarsi sulle possibilità di sosta. Come per qualsiasi altro forestiero, nel mondo del turismo itinerante le possibilità di sosta sono un fattore cruciale per la scelta della meta e, se una rivista specializzata sceglie di non approfondire questo punto, ci sono buone probabilità che siano stati incontrati dei problemi. Da qui l’idea di condurre un’inchiesta sul tema dell’ospitalità dei comuni della Valle Olona e dintorni nei riguardi di turisti in camper.

Nei panni di un signor Giuseppe qualsiasi, che da casa sua attraverso Internet intende organizzare un week-end, una volta valutati interessanti i luoghi, il passo successivo è naturalmente quello di capire se esiste la possibilità di sostare per la notte in un luogo sicuro (anche a pagamento) ed, eventualmente, con la possibilità di una piccola area attrezzata per il carico e lo scarico dei serbatoi d’acqua di cui è dotato un camper. A tredici Comuni della Valle Olona (tutti tranne Lozza che ignora l’esistenza del Web) e a diversi altri nei dintorni (Legnano, Busto Arsizio, Gallarate. Malnate, Tradate, Cislago) è stata inviata una semplice e-mail che, in previsione di un breve soggiorno nella zona, chiedeva informazioni sulle possibilità di sosta e assistenza per questo tipo di veicoli, che secondo il Codice della strada hanno gli stessi diritti e doveri di una qualsiasi autovettura.

Definire sconfortante il risultato è riduttivo. Dopo quindici giorni (il signor Giuseppe è una persona prudente che programma i suoi viaggi per tempo), le risposte pervenute dai Comuni della Valle Olona erano solo due. Da tutti gli altri paesi, silenzio assoluto, segno che nessuno legge i messaggi che vengono inviati tramite il sito Web oppure che nessuno si cura di rispondere. Emblematico il caso di Castellanza, dove in tre tentativi il messaggio è tornato indietro con l’avviso di casella piena! Le due risposte sono arrivate da Olgiate Olona e Solbiate Olona.

Con tutta probabilità, l’argomento non è tra quelli più frequenti tra gli impiegati di un’Amministrazione, ma questo non ha impedito al comandante della Polizia Locale di Olgiate Olona di interessarsi al problema e fornire nel giro di pochi giorni una risposta pertinente, anche se non di particolare aiuto dal punto di vista del turista. Ci ha messo qualche giorno in più a rispondere Solbiate Olona, ma comunque in tempi più che accettabili. Anche in questo caso la segreteria segnala l’assenza di strutture dedicate.

Di solito, una precisazione di questo tipo non preclude comunque la sosta notturna, con la dovuta discrezione, in un posteggio pubblico. Solbiate Olona però, adeguandosi a una prassi poco simpatica e sempre più diffusa, è una di quelle Amministrazioni che sembra avercela in modo particolare con i camper. Fermo restando l’estrema disponibilità e cordialità della persona che si è incaricata di rispondere, il testo di un’ordinanza comunale allegata parla chiaro. All’articolo 2 si legge infatti: “E’ vietato il soggiorno nell’ambito del territorio comunale in roulottes, autocaravans e in altri veicoli attrezzati ad uso abitazione mobile sul suolo pubblico o privato”. Chi, ignaro di tale discriminazione intendesse comunque trovare un posteggio pubblico dove passare la notte senza dare fastidio a qualcuno, potrebbe incappare nell’articolo 5 della stessa ordinanza: “La violazione al presente articolo comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da euro 64 ad euro 387 (p.m.r. € 128)”. Interpretazione decisamente originale di proventi legati al turismo.

Il problema non è tanto il Comune di Solbiate Olona che, a differenza di altri, per lo meno ha dimostrato attenzione nei confronti di una richiesta, ma quella strana mentalità che ha portato diversi Comuni della zona (per esempio Gorla Maggiore e Marnate) a fare altrettanto. Sono infatti sempre di più i cartelli all’ingresso dei paesi che esortano proprietari di camper e roulotte a tirare dritto e non azzardarsi a sostare nel territorio. Risulta anche poco convincente la motivazione di tali divieti contro la presenza di nomadi nel nome della sicurezza. Non è infatti raro trovare per diversi giorni carovane, quelle sì, letteralmente accampate su terreni spesso privati se non addirittura coltivati. Raramente, viceversa, è capitato di incontrare camper in sosta con tavoli, sdraio, barbecue, stendibiancheria e accessori del genere.

Se il turista in questione, bontà sua, dovesse nonostante tutto decidere che la Valle Olona meriti comunque una visita, non gli resterebbe che sostare comunque in un paese a scelta e rischiare una multa oppure spostarsi di parecchi km. Dalle guide ufficiali del settore infatti, risulta una possibilità di sosta ‘ufficiale’ a Gavirate. Il dubbio è che una volta che il camperista sia costretto a spostarsi sul lago di Varese per la sosta, probabilmente non troverà molte ragioni per tornare nella Valle Olona. In alternativa, si può seguire i consigli ricevuti da altri Comuni.

Da Cislago sono pervenute addirittura due risposte. Il Comandante dei Vigili Urbani segnala l’assenza di strutture specifiche attrezzate ma, se abbiamo ben capito, dai riferimenti alle norme del Codice della Strada segnalati, arriva la conferma che la sosta non è interdetta. Ovviamente, basta rispettare le regole, ma questo probabilmente non è prerogativa dei camper o, almeno, non dovrebbe esserlo. In alternativa, viene proposta la possibilità di spostarsi a Saronno, dove per qualche ragione che dalle parti della Valle Olona può sembrare strana, i camper trovano diverse opportunità di accoglienza.

Grazie a Tradate, si può scoprire esistono anche dei campeggi, tra cui quello sconosciuto ai più, di Gornate Olona. Sosta in campeggio che, come segnala il rispettivo Comune, è possibile anche a Malnate. A Busto Arsizio, invece, si è scoperta la presenza di un’area per il carico e lo scarico dell’acqua, ma il Comune non lo sa ancora. Legnano, infine, si fa finalmente portatore di una buona notizia. Al momento non esistono strutture apposite ma, assicura l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ce n’è una in allestimento.

Da un rapido giro di documentazione e di scambi di opinioni sui forum Internet, emergono alcune considerazioni. La prima è che la situazione non riguarda solo la Valle Olona, ma è un tipico problema tutto italiano. Mentre all’estero il turista in camper viene considerato alla stregua di tutti gli altri (dallo studente con sacco a pelo in cerca di un ostello fino al viaggiatore più facoltoso ed esigente), e di conseguenza servito, in Italia spesso si guarda al camper come qualche cosa da ripudiare.

Con la scusa che non tutti si comportano in maniera educata, per non sapere ne leggere ne scrivere si chiude la porta in faccia a chiunque osi bussare. Viene spontaneo chiedersi a quale tipo di divieti si assisterebbe se lo stesso ragionamento venisse applicato ad automobili e motorini.

Diversamente da quanto sembrano pensare numerose amministrazioni, sembra proprio che anche chi si muove in camper usa fare il pieno e talvolta sente addirittura l’esigenza di mangiare o di spostarsi dal proprio mezzo per visitare i dintorni. Anzi, ci viene sottolineato in un forum, proprio perchè in genere i camper preferiscono luoghi meno frequentati, tutti da scoprire, e possono risparmiare qualche cosa sul pernottamento, sono più portati a consumare pasti nei ristoranti. Sempre che naturalmente siano aperti.

Esaminando i costi medi per l’acquisto di un camper, è difficile pensare a questa categoria di turisti come a 'barboni' o 'zingari'. Attrezzare un’area camper, a quanto risulta, è una spesa contenuta. In un posteggio qualsiasi, anche non riservato, è sufficiente predisporre qualche riga e un paio di cartelli oltre a uno scarico collegato al collettore e un rubinetto dell’acqua. Per i più attenti ai bilanci, esistono in commercio colonnine dedicate, molto diffuse all’estero, funzionanti con pochi euro.

Chi non sembra lontano dall’aver compreso che se il turismo diventa un obiettivo non si può partire dal fare una selezione esclusiva, è il Comune di Castiglione Olona. Con la collaborazione di un’associazione locale, l’amministrazione sta portando avanti un progetto per la realizzazione di un’area attrezzata, stando al plastico, decisamente accogliente.

Partendo dal presupposto che la categoria è una di quelle dove le voci girano in fretta, se il progetto dovesse andare in porto, oltre a un concreto passo avanti in materia di turismo, con tutta probabilità gli esercenti di Castiglione Olona ringrazieranno.

Gli altri, probabilmente, non avranno neanche modo di dispiacersene, o perchè saranno chiusi, o perchè grazie a provvedimenti imbarazzanti e un po’ miopi, non sapranno neppure di aver perso un’opportunità. Anche se la Valle Olona a parole è diventata una zona turistica.

 Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz


 

 

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