giovedì 26 febbraio 2009

Un anno di bici su è giù per la Valle

Beh, mi accingo anche io a scrivere un po' sul blog, so di essere latitante da molto tempo ma tra una cosa ed un'altra è sempre un gran da fare.

A distanza di un anno abbiamo oramai superato quota 100 post, una bella media non c'è che dire...e sempre a distanza di un anno, su per giù, dal mio primo post sono cambiate molte cose: l'allora mio "socio di scorribande" non è più tale, la Valle sta subendo un grosso cambiamento a quanto abbiamo notato dall'escursione di 2 settimane fa, la ciclabile Castellanza-Varese si è allungata fino a giungere a Castelseprio (se pur non completa), è nato Insubria Bike Festival (come avrete notato) e soprattutto è nata ASD Emissioni Zero, la Nostra Associazione di promozione sportiva che servirà a promuovere tutte quelle attività per tramite delle quali si cercherà di dare uno sviluppo turistico alla Valle, ma non solo.
Ma ci sono anche cose che non sono assolutamente cambiate: per esempio i motociclisti che continuano imperterriti a "trafficare" all'interno dei Parchi (soprattutto l'RTO) con le moto incuranti dei cartelli che ne vietano la circolazione e soprattutto incuranti di coloro che circolano a piedi o in bicicletta sui sentieri; oppure i sentieri lasciati a loro stessi e l'immondizia che si accumula all'interno dei boschi, addirittura vicino ai corsi d'acqua

Sabato sono stato alla Conferenza sui Parchi che si è tenuta a Cislago; molto interessante, soprattutto quando uno dei relatori ha puntualizzato sul fatto che sarebbe ora di iniziare a parlare di promozione e riqualificazione dei Parchi piuttosto che continuare a parlare di salvaguardia degli stessi (cosa ormai risaputa e iniziara da tempo), in modo tale da poter anche dimostrare ai cittadini della zona che "non tutto il male viene per nuocere"...perchè molte persone pensano al Parco come ad una limitazione sotto molti aspetti.

Il mio pensiero converge in uno SPOT che potrei così definire


+ PROMOZIONE + GENTE NEI PARCHI + SALVAGUARDIA= - ABBANDONO

Come procedere per realizzare ciò? Io un paio di idee le ho, se volete scrivetemi a emissioni.zero@valleolona.net e ve le esporrò ben volentieri!!!


Marco

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giovedì 31 luglio 2008

La lunga e tortuosa strada dell'accoglienza

Parlare di turismo in una zona il cui fiume fino a pochi anni fa faceva a gara per il riconoscimento del corso d'acqua più inquinato e maltrattato della Lombardia, e forse non solo, può apparire strano.

Eppure proprio per questo è giusto sottolineare i risultati ottenuti da quando, complice il trasferimento in massa delle industrie in altri lidi, qualcuno ha pensato che l'Olona e la sua Valle potevano essere apprezzate anche per il loro valore intrinseco. A patto naturalmente di mutare radicalmente atteggiamento nei loro confronti.

Nonostante la strada da percorrere sia ancora lunga e gli ostacoli tutt'altro che rari e agevoli, segnali incoraggianti se ne sono già visti. Simbolo di questa tendenza e di questa speranza è forse la Ferrovia della Valmorea, la quale da ammasso di rottami ha cominciato a trasofrmarsi in realtà grazie soprattutto al lavoro impagabile dell'Associazione Amici della Ferrovia della Valmorea. Il progetto di recupero nel quale pochi credevano è infatti in parte diventato realtà, e quanto sia diventato importante lo dimostra che ora gli ostacoli non sono più di natura pratica (il ripristino del desime) quanto piuttosto politici, dato che la visibilità legata al progetto fa gola a molti.

Ma Valle Olona oggi significa anche (finalmente) pista ciclo-pedonale, iniziative e manifestazioni che la mettono al centro e l'enorme mole di lavoro profusa nel Plis del Rile-Tenore-Olona, che merita di diventare un ottimo esempio per iniziative simili quali Medio Olona e Bosco del Rugareto.

Turismo però non significa solo luoghi da valorizzare. Significa anche accoglienza, e qui il discorso si fa più problematico. Già qualche tempo fa, vestendo i panni di un camperista aspirante turista in Valle Olona era emersa una situazione tutt'altro che amichevole, non solo da alcune Amministazioni, ma anche da chi per definizione su determinate tematiche dovrebbe essere più aperto, come i canali di informazione.

Quanto sia precario il concetto di accoglienza nei confronti dei forestieri lo dimostra però anche la vita di tutti i giorni. Un esempio per tutti: nei pressi di una struttura che in teoria sull'accoglienza dovrebbe viverci, un agriturismo con bed and breakfast (lo stesso che se gli offrite uno spazio - gratuito - in occasione di un evento vi risponderà seccato di cancellare il nominativo dalla vostra agenda), il presunto turista che per malauguratamente dovesse transitare nei pressi alla ricerca della strada giusta, all'imbocco di quella che sembra una via come tante altre (con tanto si targa con nome e cartello di stop) rischia di imbattersi in un segnale stradale dall'aspetto inquietante.

Non servono molte parole. Basta un sguardo alla foto per capire quanta strada serve ancora fare da queste parti per evitare che i potenziali turisti prendano altre strade prima ancora di arrivarci.

Geppe

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martedì 11 marzo 2008

un PGT a "crescita zero"






Traggo spunto da questo video sulla lotta al cosiddetto emendemaento "ammazzaparchi", di cui consiglio la visione a tutti gli appassionati del territorio, per una riflessione che riguarda anche Castellanza, la città in cui vivo, ma penso a tutta la Valle Olona, all'Altomilanese e alla regione Lombardia, uno dei territori piu' densamente abitati e inquinati dell'Europa.

Il mio sogno e' che i piani regolatori, i cosiddetti PGT, dei nostri Comuni che dovranno essere approvati nei prossimi mesi (entro fine 2008) abbiano un comune denominatore e cioe' la 'crescita zero'.

Sogno che si pianifichi di non rubare piu' spazio al poco verde che abbiamo, che si dia come unica possibilità di modificare l'urbanistica del territorio il recupero delle aree abitative e industriali dismesse.
Ho negli occhi l'esempio di Castellanza, piena di aree dismesse e fatiscenti dove si ruba l'ultimo fazzoletto verde per costruire della case popolari quando tante altre alternative avrebbero potuto essere prese in considerazione. Cito ad esempio la lotta del
"comitato difendiamo l'area della Madonnina" che è stato bollato dai soliti politici navigati come una iniziativa mirata dei soliti nemici politici ma cela in realtà un ben diverso malessere.


Celso58


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