giovedì 28 febbraio 2008

Nero è bello. Peccato che si tratti di un fiume

Sei diventata nera , nera nera...
Sei diventata nera come il carbon..

Un tempo la cantavano Los Marcellos Ferial ed Edoardo Vianello, da un po' di tempo anche i cittadini di Castellanza, ma son cori inascoltati. Che sia tempo di andare a cantare sotto la finestra dei Sigg. Sindaci della Valle?

Basta passare lungo gli argini dell'Olona o buttar lo sguardo dai ponti per vedere un fiume (!!!???) nero come la pece. Buttiamo solo lo sguardo, niente pattume please!

La fotografia non rende proprio l'idea, ma vi assicuro che il colore e' proprio quello, senza trucchi e senza inganni.

Domenica scorsa ho ripercorso camminando un po' della Valle Olona canticchiando la famosa canzoncina e se a Castellanza si canta......



...a Olgiate si fanno delle super merende ... ma ci si "dimentica" di far le pulizie. Magari non avendo un sacchetto a disposizione han pensato di ripassare in altro momento con scope, palette e cestino. Chissa'!



e a NAPOLI direte voi vedendo la foto?

ops scusate... a Solbiate che succede? Proprio appena sopra l'argine una montagna di "roba", si pensa e si spera solo carta e cartone ma accidenti...accidenti! Al primo soffio di vento quante centinaia di fogli si spargono in giro?
E metti il caso cominciasse a piovere e arriva la piena? Tutta quella roba dove ce la ritroviamo? Dispersa tra Olgiate e il fondovalle.


Il bel percorso lungo l'argine purtroppo comincia ad aver segni del passaggio umano.
Che ci riserva il seguito del percorso? Alla prossima puntata amici miei.


Ago

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mercoledì 9 gennaio 2008

Auto e moto sulla pista ciclopedonale

Sì, lo so. Avevo promesso di lasciare spazio alla presentazione degli altri compoenti del blog, ma quello che mi è successo oggi credo meriti di essere posto immediatamente a conoscenza di tutti gli interessati.

La scorsa primavera, dopo diversi strani rinvii, è stato completato il primo tratto Castellanza-Solbiate Olona della pista ciclopedonale della Valle Olona. Si tratta di un tracciato effettivamente ben realizzato, a parte qualche particolare limitato ad alcuni punti. Quanto sia apprezzata lo dimostra non solo l'alta affluenza nei fine settimana, ma anche il numero di persone che la frequentano tutti i giorni, anche in questa stagione. Nonostante questo, si verificano però regolarmente alcuni fatti decisamente sgradevoli e contro i quali sarebbe opportuno intervenire per tempo. E quanto mi è capitato oggi ne è una chiara dimostrazione.

Mentre correvo lungo il tratto da Solbiate Olona in direzione di Olgiate, alle mie spalle sento avvicinarsi chiaramente un rumore di motore (che quasi certamente ha imboccato la pista a Solbiate Olona, dove non è stata posta la sbarra ma dove è ben visibile la segnaletica). In quel tratto effettivamente capita non di rado che sia necessario intervenire sul tracciato stesso piuttosto che sui muri di cinta degli edifici confinanti, quindi non è così eccezionale la presenza di mezzi di servizio. I quali comunque procedono sempre a rilento e con la massima attenzione.

Questa volta invece, con un certo stupore vengo superato e praticamente sfiorato da un'Alfa Romeo 164 Bordeau targata Novara (ho memorizzato anche tutti i numeri) con a bordo due persone che procede tranquillamente sul tracciato. Qualche minuto dopo la vedo impegnata in una problematica inversione di marcia in una delle piazzole di sosta e riprendere la marcia in senso contrario, incrociando nuovamente me e altri podisti presenti in quel momento.

Secondo quanto riportato da altri frequentatori della ciclopedonale, non si tratterebbe di un fatto eccezionale. Anzi.

Un episodio analogo, per certi versi più grave, è successo invece sulla via del ritorno, nel tratto di Olgiate Olona (lungo via Molino del Sasso), dove peraltro la sbarra posta in uno dei due accessi è stata più volte divelta. Annunciato da una serie di colpi di clacson, lungo la via sbuca a tutta velocità un motorino. Purtroppo non è una novità, ma è curioso che a bordo del mezzo si trovi (senza casco) uno dei postini del paese in servizio il quale, dopo una brusca frenata, si arresta, scende e si accosta un muretto per espletare i propri bisogni. Il tutto a poche centinaia di metri dall'ufficio postale e dai servizi pubblici del Parco comunale.
Forse sarebbe il caso di pensare a migliorare il controllo e la sicurezza del tracciato, prima di trovarsi a dover affrontare questioni più gravi.

Geppe

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