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La Ferrovia:
Lo sviluppo
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Da Lonate Ceppino a
Valmorea
Gli industriali della Valle Olona videro di buon occhio la ferrovia,
pensando a una possibilità di incremento per le loro esportazioni dei
prodotti finiti senza passare per Milano, ma andando invece verso l'Europa
del Nord, incluse le importazioni di materie prime.
Prolungando i binari
verso il confine andavano oltre la realtà locali, ma si offriva anche la
possibilità di un collegamento più veloce tra il Gottardo e il porto di
Genova, passando per Novara Alessandria.
Con la concessione del
25 Novembre 1912 e il Decreto Reale n.18 del 5 gennaio 1913, si stendono i
binari da Cairate-Lonate Ceppino, fino a Valmorea nome del toponimo
geografico che indica la valle percorsa dal torrente Lanza, la “Val Morea”
a ridosso del confine Svizzero e utilizzato per indicare tutta la tratta
ferroviaria.
Al contrario della
prima tratta, l’inaugurazione avvenuta il 31 Dicembre 1915 non fu sfarzosa
come si potrebbe pensare, a causa dell’entrata dell’Italia alla Prima
Guerra Mondiale. L’apertura al traffico del secondo tronco avvenne il 10
Gennaio 1916, nonostante l’ordine di servizio del 27 marzo 1916
annunciasse che da tre mesi la tratta Lonate Ceppino–Valmorea era aperta
all’esercizio, ma solo per sevizio interno.
Nel frattempo, con la convenzione stipulata il 10 Aprile 1917, l’esercizio della Castellanza-Valmorea di 28.82 Km passava in gestione alle Ferrovie Nord Milano. Un’apposita convenzione vedeva l’esercizio affidato alle F. N. M. dal 1 gennaio 1918 ,con possibilità di proroga di tre anni in tre anni. Il Collegamento internazionale Senza un prolungamento in territorio Elvetico la linea era monca, essendo i binari posati appena oltre la stazione di Valmorea, perché esigenze militari di allora ne avevano sconsigliato il loro prolungamento fino al confine. Così, una Società Svizzera, sostenuta dall’ing. Ettore Brenni, diede impulso ad attuare il rimanente collegamento fino a Mendrisio. Si ottenne la concessione il 28 giugno 1906, ma i veri lavori iniziarono solo nel 1913.
Il 15 Maggio 1926, una
piccola composizione composta di una locomotiva ed una vettura delle
F.N.M. portò ingegneri e rappresentanti delle due società fino a Mendrisio, decretando la fine dei lavori d’altri 8 Km. Con diversi anni di
ritardo, il 27 Giugno 1926 fu inaugurata la nuova ferrovia il cui compito
era di collegare i due Paesi con merci e persone, e la stazione di
Valmorea essendo di confine fu predisposta di tutti gli impianti necessari
al suo utilizzo con uffici doganali, ricovero per il materiale circolante,
rifornitore per idrico e piattaforma girevole.
Ma dopo tanti bei discorsi fatti all’inaugurazione, le difficoltà si riscontrarono subito, dato che dopo quattro mesi non beneficiava ancora di tariffe doganali internazionali,dato che il traffico doveva essere prevalentemente merci e che il Governo Italiano di all’ora non vedeva di buon occhio il fatto che questa linea fosse affidata ad una società privata con capitali stranieri, e considerando inoltre che il Governo già beneficiava dei transiti internazionali di Chiasso e Luino. La situazione non era molto rosea anche perché i viaggiatori potevano transitare solo con il passaporto.
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