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| Végn chi balèn |
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La bellezza, la freschezza e
la ricchezza dei dialetti della Provincia di Varese in un libro che
s’intitola
Vègn chi
balén la raccolta curata dalla consigliere regionale bustocca della Lega Nord Luciana Ruffinelli e patrocinata dal Consiglio Regionale della Lombardia. Sarà presentata a Malnate, il 4 febbraio alle ore 21 a cura dell'Associazione Culturale I Nòstar Radìis. Un volume che, nel solco dei provvedimenti varati negli ultimi due anni dal Consiglio Regionale in materia di promozione e valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, intende, sottolinea Luciana Ruffinelli, «uscire dal campo delle ipotesi e delle discussioni sulle origini e differenze dei dialetti varesini, per compiere un’opera di divulgazione dei nostri dialetti, considerati nella loro bellezza intrinseca, nella loro freschezza, nella molteplicità dei loro risultati». Dopo il tanto parlare che si è fatto nei mesi scorsi, soprattutto a proposito di dialetto nelle scuole, è ora di dare spazio agli autori dialettali e alla loro produzione di grande qualità. I protagonisti di “Vègn chi balén” (il titolo riporta un’espressione colloquiale del dialetto bustocco) sono, senza distinzione, tutti i dialetti del Varesotto, che sono «tanti quasi quanti i campanili». Quello bosino del capoluogo, quelli dei laghi e delle prealpi, quelli della pianura e infine quello bustocco, peculiare per la sua origine ligure. Nel volume si trovano anche alcune “chicche” assolutamente da non perdere. Dallo scritto con cui il samaratese Ercole Ferrario (1816-1897) partecipò, nel 1875 in occasione del quinto centenario della morte del Boccaccio, alla traduzione in dialetto della IX novella della Prima Giornata del Decameron, insieme a scrittori di seicentocinquantuno dialetti italiani e di cinquantadue dialetti non italiani di minoranze etniche presenti in Italia. Alle traduzioni dialettali di opere letterarie famose come brani dell’Eneide in dialetto gallaratese (a cura di Giovanni Tenconi) o de I Fioretti di San Francesco e di Pinocchio in dialetto bustocco (tradotti rispettivamente da Bruno Grampa e Mariolino Rimoldi). E poi un poemetto in dialetto di Somma Lombardo che Pier Paolo Pasolini riportò nel suo “Canzoniere Italiano” o curiose testimonianze come la narrazione in dialetto gallaratese di un miracolo locale (l’apparizione della Madonna a Samarate) o il testo di una canzone di un gruppo musicale folk-rock (i Maltra B-Folk di Caidate) che si esprime nel dialetto dei paesi di collina del Medio Varesotto. Un’assoluta varietà di espressioni che testimonia la ricchezza e la dignità letteraria delle lingue del nostro territorio. Alla serata parteciperanno Ginetto Grilli, autore di molti testi di cultura bustocca, che leggerà alcuni pezzi nella lingua di Busto Arsizio e Rosella Orsenigo, coautrice di Bosino per tutti, per dar voce ai poeti varesini. Il libro sarà omaggiato ai presenti.
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